31 mar 2014

Telecom Italia raggiunge nuovi abissi di disservizio

Questo è lo stato della mia connessione ADSL da ormai alcune settimane:

Nemmeno 2 Mbps di banda in download significa che non posso vedere video su Internet senza interruzioni; significa che se sto scaricando un file qualunque non posso fare nient'altro.
Nonostante sappia che si tratta di un esercizio completamente futile, decido di lamentarmi con mamma telecom. Prima di tentare col 187, provo col sito, dove leggo che posso segnalare problemi e verificare la velocità della linea:

OK, proviamo:

Beh, allora proviamo con quest'altro link al "test di navigazione":

Bene, non mi resta che segnalare il disservizio:

Che faccio? chiamo il 187? a che pro? sperando di ottenere cosa?

29 mar 2014

Ciliegie

Pare che dopo alcuni anni di carestia, finalmente quest'anno potrò mangiarmi le mie ciliegie!


23 mar 2014

Rodriguez in concerto

Ieri sera Sixto Rodriguez si è esibito all'Auditorium di Milano. In sala ho visto espressioni di grande entusiasmo e all'uscita ho sentito reazioni di grande delusione; entrambe mi sembrano abbastanza immotivate, e trovo che curiosamente abbiano la stessa causa.
Il documentario Searching For Sugar Man ha ottenuto un grande successo ed è andato in onda in Italia prima nel periodo in cui iniziavano le prevendite per questo concerto e poi nuovamente un paio di sere fa. Questa esposizione televisiva ha causato, a mio parere, l'eccessivo entusiasmo di un pubblico non proprio rockettaro, definito "in delirio" dalla stampa, e che ieri sera in effetti mostrava un entusiasmo fuori dal comune nella breve attesa tra l'opening act Cory Becker e l'arrivo del nostro eroe. Anche i delusi, evidentemente, erano arrivati all'Auditorium con negli occhi le immagini del documentario e nelle orecchie la colonna sonora: non possiamo certo far loro una colpa di non essersi documentati prima del concerto (la stampa - ovviamente non quella italiana, che dorme -  aveva già sottolineato lo stato precario di Rodriguez), anche perché se uno paga i biglietti abbastanza salati dell'altra sera lo fa sperando di avere la garanzia di uno spettacolo di alto livello, ma ciò nonostante sarebbe stato più saggio avere delle aspettative meno stratosferiche e soprattutto aver cercato di mettere l'esibizione di ieri sera in una prospettiva più corretta.
A proposito di prospettive, vale la pena di ricordare alcune cose: Searching For Sugar Man è uscito a Gennaio 2012, e racconta di eventi accaduti verso la fine degli anni '90, quando Stephen Segerman iniziò la sua caccia a Rodriguez, quindi una quindicina d'anni fa. Rodriguez, come ha ricordato più volte ieri sera, ha 72 anni e fondamentalmente ha passato gran parte del suo tempo negli anni '80 e '90 facendo il muratore e lavori simili, mica saltando da una clinica di detox all'altra come Keith Richards. A proposito, vale anche la pena di confrontare lo show di ieri sera con gli altri "arzilli" vecchietti che calcano o calcavano le scene: il primo imputato è naturalmente Bob Dylan, che di anni ne ha 73 e ormai da più di un decennio trascina in giro per il mondo il proprio neverending tour nonostante una voce ormai inascoltabile e un rapporto praticamente inesistente col pubblico in sala. Ma Dylan è un mostro sacro; sì, sono accettate le critiche, ma solo se educate e cortesi e seguite da qualche lode sperticata al suo storico repertorio (nonostante anche questo ormai risalga alla notte dei tempi). Oppure prendiamo Leonard Cohen, che di anni ne farà 80 a breve: beh, certo, in quanto a presenza scenica, Cohen sta a Dylan come i Kiss stanno a Bocelli, ma non dimentichiamoci che Cohen è tornato a incidere e fare tour perché era in bancarotta, e che se vogliamo proprio dirla tutta, usa la sua "golden voice" con gran parsimonia e gran dispiegamento di coriste: gli ultimi dischi sono praticamente recitati. O vogliamo parlare degli ultimi American Recordings di Johnny Cash? Se tralasciamo l'aspetto emotivo di un uomo che sapeva di starsi avvicinando alla fine, e facciamo finta di non pensare che qualcuno ci abbia allegramente lucrato sopra, gli ultimi due-tre capitoli della saga sono sussurrati con una voce cavernosa senza più fiato ed estensione: una vera tortura, al cuore e a volte purtroppo anche alle orecchie. O quante volte abbiamo ascoltato e riascoltato Compay Segundo o Ibrahim Ferrer?
Ecco, io credo sia necessario tenere a mente queste cose, e altre, come le esibizioni innumerevoli di rockstar svogliate, ubriache, drogate, con le spalle rivolte al pubblico che abbiamo sopportato e continuiamo a sopportare, quando si vuole giudicare un concerto come quello di ieri.
Rodriguez è stato accompagnato sul palco, perché si muove lentamente ed evidentemente ci vede pochissimo. Dopo ogni canzone, cercava con fatica la tazza di tè o la bottiglietta d'acqua che aveva su un tavolino al suo fianco. Ogni pezzo era seguito da una lunga pausa in cui ricontrollava gli accordi della chitarra e i musicisti si sporgevano verso di lui come a cercare di intuire quale pezzo avesse deciso di fare o per controllare se ci fosse qualche problema. In più di un'occasione, in realtà, Rodriguez ha commentato le canzoni o scherzato col pubblico, mostrando che le esecuzioni un po' grezze sono certo causate dagli acciacchi dell'età ma anche una certa dose di istrionismo fa ancora la sua parte.
L'acustica dell'Auditorium ha fatto il suo dovere, consegnandoci chiaramente la poca voce di Rodriguez (anche se, anche in questo caso, qualche dubbio rimane, visto che ha fatto un paio di strofe di Lucille a pieni polmoni e la voce lì c'era eccome), ma l'ambiente non era certo l'ideale per quella piccola band (chitarra, basso, batteria) raccolta attorno al cantante immobile: un ambiente ancora più intimo, con un palco più piccolo, i musicisti più vicini, e magari solo un centinaio di spettatori, ci avrebbe certo facilitato il compito di volare con la fantasia nella Detroit dei primi anni '70. Ieri sera invece c'è voluta una dose extra di immaginazione, ma in più di un'occasione ci siamo arrivati lo stesso. Come detto, la voce non sarà potente, ma è suggestiva quanto basta per interpretare come si deve il repertorio dei pezzi migliori di Cold Fact e Coming From Reality, i due album di Rodriguez. A rimpolpare la scaletta, una manciata di cover tra le quali a mio parere Fever e Unchained Melody, entrambe in un'esecuzione "non canonica", sono state le migliori.

Ecco, credo che la morale, alla fine, sia questa: la TV ci ha rovinato il concerto. L'ha "rovinato" permettendo a Rodriguez di riempire una sala di (tele)spettatori (che senza Searching For Sugar Man se ne sarebbero stati a casa a guardare X Factor suore canterine a The Voice) snaturando la sua immagine e il suo repertorio, adatti ad ambienti più raccolti. E l'ha rovinato convincendo inconsciamente tanti spettatori di essere andati a sentire i pezzi della colonna sonora del documentario, coi loro arrangiamenti con gli archi, mentre invece sul palco c'era un fragile messicano di Detroit di settant'anni, con la sua chitarra, una manciata di grandi canzoni e quarant'anni on the road (letteralmente) sulle spalle. Più rock di così...

Google analytics

Ho come il sospetto che ci sia stato qualche problema nelle statistiche.


22 mar 2014

PKI has failed

Giusto per postare anche qualcosa di serio. Ho letto oggi questo articolo intitolato "DNSSEC has failed" col quale concordo totalmente: "Still, after all these years that DNSSEC has been around it is still way too hard for common DNS engineers to configure DNSSEC properly. There are way too many details and caveats that they have to know about, and there are no easy scripts to do this, and if there are, they are certainly not included in the regular packages".
Ne approfitto allora per copiare qui un intervento che ho scritto qualche settimana fa su un argomento, la Public Key Infrastructure, di cui mi sono interessato per la mia tesi di laurea a guarda caso per una delle mie prime esperienze lavorative. L'opinione che sostengo, maturata dopo anni di serena analisi, è che la PKI ha fallito. In particolare, qui prendo spunto dall'idea -nefasta, a mio parere- di RPKI.

Il concetto di Public Key Infrastructure è fallito, e dovremmo metterci il cuore in pace e smettere di pensare che possa risolvere problemi di autenticazione e autorizzazione in larga scala. Il rischio maggiore di adottare sistemi come RPKI non è quello di "censure" ordinate da questo o quel tribunale, ma la debolezza intrinseca di un sistema che si basa su 1) strutture come le Certificate Authorities e le Registration Authorities che per essere utilizzabili in maniera efficace e "scalabile" si espongono a notevoli rischi di compromissione, e 2) meccanismi di controllo delle informazioni (le Certificate Revocation List) che in realtà non sono utilizzati da nessuno.
Prendiamo ad esempio la debacle Diginotar di qualche anno faanche se nel frattempo i casi simili si sono moltiplicati. Primo problema: la certificate authority è stata compromessa, e sono stati creati certificati digitali "falsi", che poi sono stati distribuiti e utilizzati in giro per il mondo per chissà quali scopi. Pensiamo a cosa succederebbe se (anzi, quando) un caso del genere accadesse con certificati che garantiscono la bontà di certi annunci BGP (ipersemplificando). Secondo: cosa fu fatto per temponare il problema Diginotar? i vendor di browser http produssero (nemmeno troppo tempestivamente) aggiornamenti software per rimuovere Diginotar dalle liste dei certificati "trusted" incluse di default nei browser. Sbagliatissimo. La PKI si basa sul fatto che per ogni certificato deve esistere una Certificate Revocation List consultabile in tempo reale: il meccanismo è stato pensato appunto per evitare procedure demenziali come quella di dover rimuovere il certificato della CA compromessa da tutti i software che lo utilizzano. Peccato che nessuno utilizzi le CRL. Il controllo è sempre disabilitato di default; provate ad abilitarlo e poi mi dite com'è l'esperienza di navigazione https. Ora, una RPKI che funzionasse *come si deve* dovrebbe controllare la relativa CRL *ogni volta* che utilizza un certificato di chiave pubblica di terzi per validare una qualsiasi informazione; vi pare una cosa realisticamente fattibile? Nel momento in cui si "sorvola" sull'utilizzo delle CRL, tutto il castello della PKI cade.
Per queste ragioni, RPKI mi sembra soltanto, nel migliore dei casi, un'illusione.

Il ritorno della piralide

Ci siamo distratti per qualche giorno, ed ecco che sono tornate: le affamatissime larve della piralide che cercano di dare il colpo di grazia ai nostri bossi.
Questa volta, però, sono pronto a combattere. Ora ovviamente sta piovendo, e quindi vanificherà le due passate di Bacillus Thuringiensis che gli ho già dato, ma non intendo demordere e dispiegherò tutto il mio arsenale di armi chimiche anche nei prossimi giorni.

18 mar 2014

Banda stretta: forse non tutti sanno che...

Oggi, a fronte del deprimente 1.9Mbps segnalato dal mio Fritz e dell'ancor più triste 1,6 segnato da Speedtest.net, ho provato a riesumare il sito dell'AGCOM e del loro tool per la "certificazione" della velocità dell'ADSL.


Il sito di misurainternet.it contiene alcune statistiche interessanti, ancorché alquanto scoraggianti. Queste sono le percentuali dei test falliti per i maggiori operatori italiani:
Telecom Italia 64%
Wind 77%
Tiscali 90%
Vodafone 86%
Fastweb 64%
Questi numeri significano che nella grandissima parte dei casi, gli operatori ADSL non sono nemmeno in grado di adempiere ai già bassissimi requisiti minimi pubblicizzati dalle loro offerte.

Questo è il vero scandalo, che ovviamente nessuno sottilinea. I soliti vecchi capoccioni si chiudono in qualche stanzino a dissertare di Agenda Digitale, e qualcuno fa pure l'alternativo parlando di digital divide, evocando il solito paesino di montagna dove quattro vecchietti non sono ancora raggiunti dalle pessime ADSL di cui possono godere i cittadini.

Ho provato allora a scaricare il software Nemesys per la "certificazione" di cui sopra. Ho provato a lanciarlo una prima volta e rifiuta di iniziare i test perché il pc è connesso via wi-fi; l'ho quindi installato su un altro pc, collegato via cavo, e ora non vuole partire perché ci sono "altri host in rete", e questa sarà particolarmente dura da aggirare: così a naso, ci sono almeno due pc sempre accesi più altri tre usati saltuariamente, due smartphone, due diffusori hi-fi, la Wii, e probabilmente qualcos'altro. Finirà che dovrò mettere il pc di prova su una LAN separata, sperando che sia sufficiente.

Mi sfugge per ora la differenza tra il Ne.Me.Sys e il "Misurainternet speedtest", ma proverò a breve.

PS: 1547kbps. :-(



16 mar 2014

Studenti!


WUSTER, un evergreen.

Come salvare le mappe sulla SD del Lumia

Gran bella invenzione le mappe e il navigatore Nokia. Le mappe si possono scaricare sul telefono per utilizzarle anche senza una connessione Internet (ad esempio, all'estero), peccato che se avete bisogno di alcuni paesi di grandi dimensioni, è facile raggiungere i limiti dello storage del telefono. Per i Windows Phone dotati di scheda SD, è possibile salvare le mappe su di essa, ricorrendo a un piccolo barbatrucco, cioè la versione ancora in beta del Lumia Storage Check. Mentre la versione stabile dell'applicazione non include la possibilità di salvare le mappe su SD ed è inclusa nell'area Impostazioni/Settings del telefono, la beta installa un'app separata che permette di impostare la posizione di salvataggio delle mappe.
Per scaricare la beta dal sito dei nokialabs è necessario essere loggati col proprio Microsoft ID.

11 mar 2014

Oggi è un grande giorno

Sbarro, il re delle catene fintoitaliane, è fallito. Se lo meritano, loro e il loro tricolore storto e i loro cibi orripilanti.

08 mar 2014

Come migliorare le prestazioni di un iPad2 con iOS7

Non molti giorni dopo l'uscita di iOS7, sostenuto da gran fanfara mediatica, contrariamente alle mie abitudini decidetti di procedere all'upgrade del mio iPad2 che fino a quel momento aveva felicemente eseguito iOS6. Decisione nefasta. Fin dai primi momenti mi accorsi dei piccolissimi ma ben percettibili ritardi introdotti dalla nuova versione, e una rapida ricerca in rete mi confermò che non ero il solo ad aver notato la cosa. La situazione è andata però peggiorando man mano che le varie app rilasciavano aggiornamenti "per iOS7", fino a rendermi l'iPad così fastidioso da aver quasi smesso completamente di usarlo.
I forum online dove trovare consigli e opinioni su come migliorare la situazione abbondano. Non è possibile tornare alla versione precedente e gran parte dei suggerimenti online sono in realtà completamente inutili. Alla fine ho deciso di procedere con l'intervento più drastico, l'unico che tra quelli suggeriti mi dava una parvenza di speranza: la reinstallazione "da zero" di iOS7. Il concetto è, pressapoco, quello che dopo un tot di aggiornamenti, dell'OS e delle applicazioni, il sistema si rallenta, in maniera non dissimile a quello che siamo tutti abituati a sopportare con Windows: dopo anni di patch, upgrade, service pack, crash e software bacati, spesso la soluzione migliore è reinstallare
Reinstallare iOS sull'iPad consiste nel collegarlo ad iTunes tramite il cavetto USB e lanciare il "Restore Backup". Quando iTunes chiede se ripristinare un backup esistente, rispondere no e procedere alla configurazione dell'iPad come se fosse un apparato appena comprato. Ovviamente questa procedura azzera tutte le app e le impostazioni presenti sull'iPad e cancella foto, musica, eccetera.
A ripristinare le cose non ci vuole poi molto, e anzi è un'occasione per non reinstallare app inutili e riorganizzare il desktop probabilmento molto incasinato dell'iPad. Loggandosi col proprio Apple ID, l'Apple Store presenta la lista delle applicazioni precedentemente scaricate, e la sincronizzazione con iTunes fa il resto per quanto riguarda la musica. Nel mio caso, le foto scattate con l'iPad continuano ad essere presenti nei Photo Stream che avevo precedentemente configurato, ma non sono tornate sull'apparato.
Le prestazioni sono decisamente migliorate, e l'iPad è tornato utilizzabile, anche se i piccoli "lag" permangono, nei cambi di modalità di tastiera, nel passaggio da un'app all'altra, eccetera, e sono dell'opinione che non siano dovuti a reali problemi di performance ma siano stati introdotti coscientemente da Apple per chissà quale machiavellica ragione.

La morale, a mio parere, è che questa demenziale situazione ha infine svelato il bluff di Apple, che per anni si è costruita una fama di anti-Windows grazie a piattaforme hardware di alto livello e a frenetici cicli di aggiornamento delle stesse, ma che quando ha a che fare con hardware "vecchio" (se si può definire tale un apparato, l'iPad2, rilasciato a Marzo 2011, rispetto a un OS, iOS7, uscito a Settembre 2013, cioè solo due anni e mezzo dopo), finisce per comportarsi esattamente come l'odiatissimo concorrente: formatta e reinstalla. E tra l'altro, diciamocelo: non potrebbe essere altrimenti. "It just works - if you have the right device".

Doppio passaporto

Ciò che tempo fa scoprii autonomamente circa la possibilità e le modalità per avere due passaporti è ora confermato online del sito della Polizia.
Riporto qui parte di quanto descritto sul sito:
"Il doppio passaporto puo' essere rilasciato ai cittadini che ne facciano richiesta in questi due casi:
- Quando per particolari e comprovate contingenze di carattere politico-internazionale, di guerra o di religione risulti opportuno l'uso di due distinti passaporti per l'ingresso o la permanenza in determinati Stati
- Quando per motivate e indifferibili esigenze professionali, l'acquisizione del visto o l'adempimento di altre procedure per l'autorizzazione all'ingresso in alcuni Stati, comportino tempi di attesa incompatibili con le tempistiche del viaggio.
La procedura per l'emissione del secondo passaporto è la stessa prevista per il rilasacio del primo documento."

Rimane il fatto che a quanto mi risulta, le storie per cui ci sarebbero problemi a entrare in Israele con timbri dell'Arabia Saudita o viceversa, e simili, sono leggende metropolitane

04 mar 2014

Bolletta online Telecom

Questo mese... non va.


Sito rottissimo: se uno entra nella mail e clicca il link per l'area clienti, ottiene questo:

02 mar 2014

Ancora a proposito di connettori

Qualche mese fa ho involontariamente creato un nuovo tipo di connettore USB dall'ergonomia migliorata. Il nuovo connettore rende più facile inserire ed estrarre il cavo, grazie alla sua forma inclinata.

Il procedimento di creazione del nuovo connettore è semplice ma allo stesso tempo richiede grande maestria per ottenere il risultato voluto: mi è caduto il pc su un piede mentre c'era il cavo inserito.