May 18, 2014

Ancora failed technologies

I case dei CD sono una schifezza che ci perseguita ormai da trent'anni. Tonnellate di plasticaccia trasparente che col tempo si è rigata, ingrigita, rotta e infine è stata gettata via, il contenuto del CD trasformato in MP3 e importato in qualche libreria digitale. Svariate generazioni delle diaboliche scatolette si sono succedute durante gli anni, senza riuscire ad apportare miglioramenti significativi al nefasto formato.
Per qualche strana ragione, i CD doppi sono quelli dove l'ira funesta dei designer si è scatenata.
Quella che mi si è appena spezzata in mano è la tipica custodia di CD doppio che si apre sulla destra, un po' tipo fisarmonica. Queste sono le più comuni e ovviamente le più pericolose: i minuscoli pirulini che tengono attaccati i cd al resto della scatola rischiano di staccarsi se si apre la confezione con troppa foga (cioè con forza superiore a quella di una formica, unità di misura sulla quale è tarata la resistenza della plastica in questione), oppure quando si fa forza sulle altrettanto diaboliche alette che tengono fermo con presa ferrea il buco del CD (queste invece sono tarate per poter resistere alla pressione del decollo dello Shuttle). La versione più sadica della confezione del CD doppio (cioè ovviamente quella adottata nel 90% dei casi) prevede che entrambi i cd siano attaccati alla stessa "pagina" di plastica (mentre il buon senso -e la pietà verso l'acquirente- vorrebbe che uno dei due fosse attaccato al fondo della confezione), rendendo ancora più pericolosa l'operazione di apertura.
Quale sia la diabolica ragione che spinge le case discografiche a produrre confezioni siffatte è ignora. Calcolo economico? cattiveria gratuita? Per fortuna, corrono in nostro aiuto i venditori all'ingrosso di custodie per CD: singole, slim, doppie, triple, quadruple, eccetera. Loro, che di confezioni ne capiscono, e soprattutto, a differenza dei designer assoldati dalle case discografiche, di CD ne ascoltano, vendono confezioni per CD doppi che si aprono come dio comanda, cioè a libro.
La "pagina" coi CD è più salda, e per estrarre entrambi si può fare pressione su una superficie piana, senza rischi di rotture (in ogni senso).
Ciò non toglie che i case di plastica continuino ad essere un contenitore orrendo. Come dicevo, si sono succeduti svariati tentativi di miglioramento e abbellimento, nessuno dei quali però è riuscito a soppiantare la plasticaccia. Il case di cartoncino è tra i meno pessimi, anche se, nella gran parte dei casi, rende l'estrazione del CD un'impresa rischiosissima.

Evviva gli MP3, evviva il vinile, abbasso i CD!

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