Aug 30, 2014

"Classifica utente" dei miei stivali

Un anno fa ho comprato, per la modica cifra di 70 Euro, un supporto per notebook all'Apple Store. Una di quelle specie di leggii per tenere sollevato il computer in modo da avere il monitor all'altezza giusta e non farsi venire il mal di collo. Dopo un anno, la gomma dell'HiRise della Twelve South ha perso gran parte dell'attrito e ora il computer scivola lentamente verso il basso. M'è caduto in terra due volte. All'Apple Store mi hanno detto che posso attaccarmi al tram, perché è un prodotto di terze parti. Quelli della Twelve South mi hanno risposto via mail, ma non sono andati oltre il fatto di menzionare la loro garanzia di un anno (mi raccomando, va sempre ricordato a chi tenta questo imbroglio che nell'Unione Europea, per legge, la garanzia è di due anni) e richiedermi lo scontrino originale per sostituirmi l'oggetto. Ovviamente lo scontrino io non ce l'ho più, perché mi sembrava assurdo tenere lo scontrino per un acquisto senza parti elettroniche né meccaniche. M'han detto che se chiedo all'Apple Store magari loro lo fanno saltare fuori.
Ma al di là del fatto scandaloso che un oggetto pagato 70 Euro non sia più utilizzabile dopo 12 mesi (ogni tanto ci cado, nel fare questi acquisti idioti), anche il sito di Apple ci mette del suo. Un paio di settimane fa sono andato sul sito dello Store per far sentire la mia voce di utente, visto che a parole oggi sono tutti così social e si possono scrivere le recensioni sui prodotti acquistati. Ho scritto che questo HiRise, oltre a non funzionare più, è anche pericoloso, perché se il computer casca addosso a un bambino o a un animale può fare molto male. Ad oggi, la mia recensione non appare sul sito.
Però se clicco sul link mi dice che l'ho già fatto:

Notare che il sito mi invita a scrivere una recensione dandomi del tu, ma poi mi dice che l'ho già scritta dandomi del voi. "Vossignori".

Ovviamente sul sito dello store non c'è uno straccio di link per segnalare problemi col sito stesso, tipo questo.  Una bella presa in giro.

Pregiudizi

Uno dei pregiudizi più forti che ho è quello contro le sagre di paese nel Nord Italia col gruppo che suona la musica rock-folk, le canzoni tipovandesfroos, tanto per intenderci. Mi fanno venire in mente un sacco di gente che normalmente ascolta orrenda musica dance tipodavidguetta e si commuove quando sente Emma o Laura Pausini alla radio, ma che poi va a queste feste dove ci sono quattro scapestrati sul palco con la fisarmonica e la chitarra elettrica che maltrattano gighe, polke e valzerini, e di solito c'è un bancone che serve la birra tipoktoberfest e tutti si sentono così padani e così celtici, e spesso c'è anche qualche disperato vestito in quella specie di miscuglio tra un uomo primitivo, braveheart e Carlo d'Inghilterra quando si mette il kilt per andare ai ricevimenti. I teroni, se ci sono, parlano sottovoce per non farsi riconoscere, a meno che facciano massa critica grazie a uno stuolo di marmocchi vocianti, grazie ai quali vengono superate tutte le barriere etniche, e Chantal corre insieme a Carlotta, e Christian si mena con Pietro. Perché anche i leghisti hanno un cuore, in fondo.
Ecco, io penso a tutte queste cose quando c'è uno di quei malcapitati complessini sul palco, come ieri sera a Tornavento.


Aug 28, 2014

Extraterrestre

"Adesso che il suo scopo é stato realizzato si sente ancora vuoto, si accorge che in lui niente é cambiato, che le sue paure non se ne sono andate, anzi che se mai sono aumentate, dalla solitudine amplificate. E adesso passa la vita a cercare ancora di comunicare con qualcuno che lo possa far tornare".

Aug 24, 2014

Cosa c'è di sbagliato in Tripadvisor

Ieri ho infine realizzato cosa c'è di sbagliato in Tripadvisor e in tutti questi siti di "recensioni". Il problema è proprio che non sono siti di recensioni. Sono siti dove la gente scrive se gli è piaciuto o no. Una recensione è una cosa diversa, e il danno che stanno facendo questi siti è di far dimenticare questo semplice fatto alla maggioranza della gente.
Tripadvisor, fondamentalmente, è un posto dove il 99% delle persone che lo frequentano si sbizzarriscono a scrivere se si sono trovati bene o male in questo o quel ristorante/albergo/qualunquecosa. Ma la recensione è un'altra cosa: è una descrizione che fornisce al lettore le informazioni necessarie a immaginarsi o almeno farsi un'idea del posto che dovrà visitare, per poi decidere con la propria testa se gli piacerà o meno. Per questo la recensione è scritta da qualcuno che ha la necessaria proprietà di linguaggio e il necessario distacco dall'esperienza specifica per poter invece descrivere il "prodotto" in modo generale.
I siti come Tripadvisor, invece, sono un po' come le classifiche musicali: il fatto che, per fare un esempio, Tiziano Ferro piaccia tantissimo a tantissime persone non mi dà alcuna informazione utile a capire se sia o meno oggettivamente bravo, e nemmeno a capire se a me piacerà o no. Nemmeno il fatto che alla stragrande maggioranza delle persone piaccia una certa cosa ci dice alcunché circa l'effettiva qualità di quella cosa, o circa il mio personale livello di gradimento di essa.
Se una persona che conosco mi dice "guarda, sono andato in quel ristorante e mi sono trovato benissimo!", io saprò, forse, farmi un'idea del mio possibile gradimento, confrontando i miei gusti con quelli del mio amico. Ma se mille estranei mi dicono che si sono trovati malissimo nel posto xyz, cosa ne so in più rispetto a prima?

Un altro spritz sbagliato

2 parti di prosecco
1 parte di spremuta d'arancia
3 parti di bitter campari bianco

Aug 22, 2014

The Internet Exchange of Doom

Doom architecture in Via Caldera, Milano.


Tra l'altro, uno dei pochi posti dove anche l'interno dei palazzi sembra progettato dai designer della id Software.

Aug 21, 2014

Guerra ai troll, ai rentier e agli scarabei

Rassegna stampa 1/3
Internet sta perdendo la guerra contro i troll, dice il New York Times. Ovviamente, aggiungo io.


Rassegna stampa 2/3
Il Manifesto dice che "Non rimane che la ric­chezza, per­so­nale ma soprat­tutto fami­liare, cui votarsi per non sci­vo­lare indie­tro. Ritorna ad essere l’eredità, non più il lavoro, l’elemento che deter­mina lo sta­tus. [...] Alla fine, come al solito, fini­sce per pagare chi ha qual­cosa da parte ma non la capa­cità di difen­dersi. Così, i governi ten­dono non a spo­stare il pre­lievo fiscale dal lavoro alle grandi ric­chezze, bensì a som­mare al pre­lievo sul lavoro quello sulle ric­chezze delle classi medie."

Rassegna stampa 3/3
Il Corriere dice che "questo insetto può infestare fino a 300 specie diverse di vegetali tra cui alberi da frutta, piante coltivate e da giardino".

Sì, è vero, lo "scarabeo killer" ce l'ho anch'io. Il fatto è che ora mi chiedo: "e quindi cosa devo fare?" Ah, se solo il corriere mi avesse dato qualche suggerimento!


Aug 18, 2014

DDD

Recentemente pensavo che, allo stesso modo con cui sui cibi viene spesso indicata la percentuale di RDA che soddisfano, bisognerebbe iniziare a utilizzare un'unità di misura che indichi quante cattive notizie possiamo sopportare in un giorno, e applicarla a mass media e social network. L'ho battezzata DDD: Daily Dose of Disgust, e andrebbe visualizzata, ad esempio, all'inizio di ogni telegiornale, sulla prima pagina di quotidiani e riviste, e su ogni post su Facebook o Twitter. "Il telegiornale a cui state per assistere contiene il 70% del disgusto totale che potete sopportare oggi; si consiglia di spegnere la televisione immediatamente dopo la visione". "Questa edizione di Visto contiene uno special di dieci pagine su Al Bano e Romina, e rappresenta il 600% del DDD; si consiglia la lettura in piccole dosi, intervallando l'assunzione alla visione di comiche di Stanlio e Ollio". "Questo post di Facebbok contiene il 50% di DDD ed è in grado di rovinarvi l'umore per mezza giornata; se ne sconsiglia la lettura". "Questo post contiene il 120% di DDD e l'esposizione prolungata ad esso può causare effetti permanenti quali l'iscrizione alla Lega Nord o al M5S". E cose del genere. Si potrebbe anche mettere degli avvisi con le foto, tipo quelli sulle sigarette: "Leggere questo post può farti diventare così" con una foto di Borghezio o Calderoli. "La kasta fa male a te e a chi ti circonda", e una foto di Casaleggio dalla parrucchiera mentre si fa la permanente.

Aug 13, 2014

L'economia fittizia

Oggi ho letto un articolo che, sebbene io non sia certo un economista, commenta un libro che a quanto pare dice cose che così a naso condivido.
Ne copio qualche brano: "Secondo i pen­sa­tori tede­schi non ci tro­viamo di fronte ad una crisi tem­po­ranea né ciclica, bensì ad una defi­ni­tiva [...]. La cosid­detta «eco­no­mia reale», a causa di una iper­pro­dut­ti­vità tec­no­lo­gica deter­ni­nata da quella che Kri­sis chiama la «rivo­lu­zione microe­let­tro­nica» (la terza rivo­lu­zione indu­striale), non è più in grado di valo­riz­zare e rendere red­di­tizi i pro­pri pro­dotti, espel­lendo forza-lavoro in gran quan­tità. La causa della crisi non va quindi impu­tata a «cat­tivi» ban­chieri o a spe­cu­la­tori finan­ziari ma al mal­fun­zio­na­mento di tutto un sistema, quello capi­ta­li­stico, che sta per rag­giun­gere i suoi limiti vitali. [...] L’utilizzo del capi­tale fit­ti­zio non fa altro che creare con­ti­nui rin­vii della crisi strut­tu­rale della ripro­du­zione capi­ta­li­stica. La poli­tica, poi, non può certo fer­mare que­sto mec­ca­ni­smo di crisi, poi­ché non può toc­care la logica fun­zio­nale del capi­ta­li­smo; anzi, essa sem­mai con­tri­bui­sce a por­tare le con­trad­di­zioni del pro­cesso di crisi a livelli più alti: «men­tre la massa di capi­tale fit­ti­zio cre­sce in modo espo­nen­ziale – scrive Tren­kle – aumenta, con ogni fase di rin­vio della crisi, la pres­sione sulla società e sulla gran massa della popo­la­zione, che si trova costretta a ven­dersi in con­di­zioni sem­pre più pre­ca­rie»." In altre parole, per come l'ho capita io, il capitalismo si basa sullo sfruttamento sempre più intensivo delle risorse umane ed estensivo di quelle naturali per sopperire alla continua diminuzione dell'occupazione, del valore dei beni prodotti (cioè del prezzo a cui possono essere venduti) e quindi dei salari. Ovviamente, questo sistema non può che portare al disastro ecologico, di cui la "crisi" non è che uno dei sintomi.

Aug 10, 2014

Rassegna stampa

Per me, tornare dalle ferie vuol dire, tra l'altro, ritrovarsi con un piccolo mucchio di riviste e periodici da leggere. E' bello iniziare a sfogliarli e trovare molti articoli interessanti e sapere che ci vorranno settimane prima di riuscire a mettersi a pari.

Mi ha fatto particolarmente piacere leggere un articolo di David Randall su Internazionale intitolato "Le parole inutili delle interviste". L'articolo si trova sul numero 1061 e non lo trovo online in versione gratuita per poterlo linkare qui. L'oggetto del pezzo è la fondamentale inutilità delle interviste a persone famose pubblicate dai giornali, ma la cosa che mi ha colpito è scoprire che Randall utilizza il mio stesso metodo per la lettura dei quotidiani: "Per quarant'anni il mio lavoro mi ha portato a leggere quattro o cinque giornali e un paio di riviste al giorno. Detto così sembra un enorme investimento di tempo, e lo sarebbe stato se non avessi ben presto imparato quali articoli potevo ingorare senza rischiare di perdermi qualcosa di importante: gli articoli di cronaca che contenevano nel titolo verbi come "avverte", "minaccia", "chiede" e così via, perché dopotutto significa che non è successo niente, c'è solo qualcuno che ha detto qualcosa; le opinioni dei politici prima delle elezioni [...]; gli articoli sportivi che fanno ipotesi sul possibile cambiamento di quadra dei calciatori; quasi tutti i racconti di viaggio (resoconti banali su posti costosi in cui l'autore infila la pubblicità indiretta delle compagnie aeree e degli alberghi); gli articoli di moda [...]; i pettegolezzi sulle celebrità, a meno che siano state arrestate o messe sotto processo; qualsiasi cosa sia stata scritta dal proprietario del giornale o da uno dei suoi parenti."

Poi ho trovato una citazione interessante su Time all'interno di un articolo per altri versi poco interessante. Fornisce un suggerimento molto saggio riguardo l'educazione dei figli.


Aug 6, 2014

Lettura dei quotidiani arretrati

Complici le ferie (mie e, a quanto pare, anche degli impiegati delle Poste) ho un piccolo malloppo di quotidiani arretrati da leggere. Mi appunto alcune riflessioni.

Renzi 1.
Sicuramente i giornali italiani fanno a gara a pubblicare sue foto con espressioni buffe, ma ciò nonostante io mi chiedo: esisterà una foto di Matteo Renzi in cui ha una faccia intelligente?
Renzi 2.
Renzi m'è venuto in mente quando ho letto in un articolo di Paul Krugman la definizione che Ezra Klein dava di Dick Armey (poveramente tradotta da me): "L'idea che uno stupido ha  di come debba sembrare una persona intelligente". Non sono in grado di dire quanto bene si applichi al nostro presidente del consiglio, ma noto comunque che un sacco di stupidi lo considerano intelligente.

Italia.
Ancora dal NYT, "The Fantasy Italy" è un articolo carino sul perché Eataly ("an experience that critics have sometimes derided as an Italian foodie museum") è allo stesso tempo qualcosa di più e qualcosa di meno dell'Italia reale, e sul come sia possibile che attragga allo stesso modo gli americani e gli italiani.