Aug 10, 2014

Rassegna stampa

Per me, tornare dalle ferie vuol dire, tra l'altro, ritrovarsi con un piccolo mucchio di riviste e periodici da leggere. E' bello iniziare a sfogliarli e trovare molti articoli interessanti e sapere che ci vorranno settimane prima di riuscire a mettersi a pari.

Mi ha fatto particolarmente piacere leggere un articolo di David Randall su Internazionale intitolato "Le parole inutili delle interviste". L'articolo si trova sul numero 1061 e non lo trovo online in versione gratuita per poterlo linkare qui. L'oggetto del pezzo è la fondamentale inutilità delle interviste a persone famose pubblicate dai giornali, ma la cosa che mi ha colpito è scoprire che Randall utilizza il mio stesso metodo per la lettura dei quotidiani: "Per quarant'anni il mio lavoro mi ha portato a leggere quattro o cinque giornali e un paio di riviste al giorno. Detto così sembra un enorme investimento di tempo, e lo sarebbe stato se non avessi ben presto imparato quali articoli potevo ingorare senza rischiare di perdermi qualcosa di importante: gli articoli di cronaca che contenevano nel titolo verbi come "avverte", "minaccia", "chiede" e così via, perché dopotutto significa che non è successo niente, c'è solo qualcuno che ha detto qualcosa; le opinioni dei politici prima delle elezioni [...]; gli articoli sportivi che fanno ipotesi sul possibile cambiamento di quadra dei calciatori; quasi tutti i racconti di viaggio (resoconti banali su posti costosi in cui l'autore infila la pubblicità indiretta delle compagnie aeree e degli alberghi); gli articoli di moda [...]; i pettegolezzi sulle celebrità, a meno che siano state arrestate o messe sotto processo; qualsiasi cosa sia stata scritta dal proprietario del giornale o da uno dei suoi parenti."

Poi ho trovato una citazione interessante su Time all'interno di un articolo per altri versi poco interessante. Fornisce un suggerimento molto saggio riguardo l'educazione dei figli.


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