06 nov 2014

Accesso a Internet in Italia

Cosa ne direste se ci fosse un'autostrada sulla quale non potete percorrere più di 100 Km al mese? Ridicolo, vero? Pensate un po' se poi questa autostrada avesse solo due corsie: una dove, se l'asfalto è in buone condizioni, si va al massimo ai 100 all'ora e un'altra dove, pagando, si può andare fino ai 150. Ovviamente se il traffico lo permette, e senza poter superare, visto che ci sono solo due corsie. Demenziale!
Ecco, questo è come funzionano le connessioni Internet su rete mobile in Italia.
Qui sopra, alcune delle offerte Vodafone; gli altri operatori sono comunque analoghi.
Questo tipo di proposta è ridicola sotto diversi aspetti: in primo luogo, le velocità menzionate sono ovviamente dei "fino a" e si verificano probabilmente solo se sulla cella dove siete collegati voi non c'è nessun altro, se c'è il sole, non tira troppo vento e se gli dèi sono ben disposti; se poi per assurdo si potessero raggiungere tali velocità, i 3GB "al mese" dell'offerta "42.2 Mbps" potrebbero essere consumati in meno di 10 minuti, i 15GB a "100Mbps" in 20. Ovviamente questo tipo di offerte è pensato per un utilizzatore di livello basilare: 3 Gigabyte al mese fanno 100Megabyte al giorno, che ovviamente sono più che sufficienti per chi deve scambiarsi messaggini con whatsapp o vedere/ascoltare qualche servizio di streaming ultracompresso, ma sono una quantità ridicola per anche solo sperare di utilizzare un PC. Tanto per fare qualche esempio, l'aggiornamento a OSX Yosemite "pesa" più di 5GB; l'update di iTunes sono 400MB; Google Chrome si aggiorna da solo quando gli pare e sono dai 5 ai 15 MB a volta. Ora, sarò limitato io, ma non mi vengono in mente altri scopi per un access point wi-fi se non quello di collegarci un PC, quindi il tutto mi pare alquanto assurdo.
L'assurdità della cosa è aumentata anche dal fatto che non c'è alcuna giustificazione tecnica per un tale modello di tariffazione (oltre ovviamente a quella puramente economica di spillare più soldi possibile agli utenti): fatturando a GB consumati non si evita la congestione di rete, non facendo altro che offrire costantemente il peggior servizio possibile. Il problema è che è "tecnicamente" infinitamente più facile implementare dei limiti sulla quantità totale di traffico consumato piuttosto che sulla velocità di accesso. Tornando all'esempio iniziale dell'autostrada demenziale, è la stessa differenza che c'è tra controllare il contachilometri di tutte le auto al casello (lo può fare anche una scimmia bene addestrata) e mettere un autovelox e una pattuglia di polizia ogni 100 metri (costa un sacco di soldi e fatica).

Ovviamente sono ferratissimo in materia perché in questo periodo sono costretto a usare l'accesso mobile a Internet per lavoro e i 7GB "al mese" li consumo in una settimana, praticamente solo scaricando la mail.

La situazione mi fa ancora più disperare quando leggo articoli come questo, che ho ricevuto guarda caso stamattina via mail: "Quintarelli: "Vincoli burocratici, cultura analogica i mali dell'Italia" - di Stefano Quintarelli (Scelta Civica), Comitato d'indirizzo Agid". A proposito della famigerata Agenda Digitale, il giovane Quintarelli (perché oggi in Italia, uno di cinquant'anni è "giovane") dice: "L'ostacolo maggiore oggi è la cultura: siamo un Paese vecchio in una situazione di emergenza" e anche: "Il disegno generale per me oggi deve essere quello di dare all'Italia una strategia digitale, bisogna rimboccarsi le maniche e fare qualcosa dal proprio piccolo, sapendo che dall'altra parte hai il Parlamento che ci mette tempo a legiferare e vincoli burocratici. Per battere la cultura analogica bisogna opporsi, utilizzare le proprie leve piccole o grandi". Benissimo! Fino però a: "I giovani devono impegnarsi e sacrificarsi, per evitare l'idea del successo facile: dovremmo dare dei modelli ai ragazzi. Ci dovrebbero essere più tecnologhi a fare politiche. Non servono 100 progetti ma prigetti (sic) cardine, che abbiamo (sic) impatto". I giovani? I GIOVANI? Chi sono questi "giovani"? Cosa dovrebbero fare questi fantomatici "giovani", in un paese dove tutte le leve dell'imprenditoria sono in mano a un manipolo di miliardari settantenni, con gli altri che si spartiscono le briciole? Dovrebbero dimenticarsi "l'idea del successo facile" questi giovani? su questo mi sembra non ci siano problemi: i "giovani" in Italia nel migliore dei casi passano il loro tempo pascolando in Università, quando non sono a casa sul sofà a guardare la TV.  I giovani che sognano il "successo facile" sono già emigrati tutti! quelli rimasti con un po' di voglia di lavorare passano le giornate mugugnando facendosi il mazzo sfruttati da qualche imprenditorucolo da strapazzo. C'è qualche speranza per un "giovane" che in Italia voglia fare imprenditoria nel ramo delle telecomunicazioni? Vorrei chiederglielo, a Quintarelli. E' colpa di questi "giovani" che sognano "il successo facile" se l'Italia è un paese sottosviluppato per quanto riguarda Internet? O forse è colpa di quelle quattro mummie che tariffano Internet un tot al gigabyte? Bisognerebbe iniziare a defenestrare questi relitti, rimasti all'epoca del gettone telefonico, questo dovrebbe essere il primo punto dell'agenda digitale!

PS: tra l'altro oggi ho ricevuto questo sibillino SMS da Vodafone:


1 commento:

Anonimo ha detto...

due considerazioni.
1) Per piacere NON dare suggerimenti su come calcolare la velocità tra due caselli autostradali (V=S/T), qualcuno POTREBBE anche realizzarla veramente. Poi ci sarebbe quello che si ferma NEL casello di uscita e fa finta di pagare, perchè è andato troppo forte PRIMA e deve far passare un pò di tempo per tornare in regola prima di uscire.
2) hai chiaramente consumato più di 24 GB, smettila di guardare i video che poi ti prendi un Ransomware o un virus che ti scarica la SIM dati!