04 nov 2014

Akamai State of the Internet report Q2 2014

Ho appena letto il report State of the Internet di Akamai aggiornato al Q2 2014, incuriosito dal fatto che qualcuno lo citava come la prova della "diminuzione" degli attacchi DDoS. In realtà, ovviamente, le cose non stanno così, anche se su questo aspetto il report di Akamai non chiarisce molto le cose.
In primo luogo, confronta la numerosità degli attacchi segnalati dai clienti Akamai ("reported by") senza indicare quanti sono i clienti in totale: che senso ha quindi sapere che nel Q2 ci sono stati 270 "attacchi" contro i 283 del Q1? Altre parti del report generano non poca confusione: "For the second quarter in a row, Akamai customers reported fewer DDoS attacks, [...] This reduction in attacks mirrors the attack trends reported in the Prolexic Q2 Global DDoS Attack Report, which reports that volumetric attacks have continued to increase in numbers and volume while application attacks (Layer 7) have declined." Nonostante l'apparente contraddizione sembri essere almeno parzialmente spiegata dalla frase successiva "Attacks that target the lower levels of the tcp/ ip stack, such as udp floods and syn floods, hit the edge of the Akamai platform and are dropped", la confusione permane  quando si legge che "The vast majority of attacks that Akamai is reporting on are based on traffic in layers 5 – 7 of the tcp stack, such as volumetric attacks like http get floods and repeated file downloads or application and logical layer attacks, which require much less traffic to be effective." Quindi gli attacchi sono diminuiti o cresciuti? sono volumetrici o richiedono meno traffico?

Tralasciando questi aspetti, che peraltro occupano una solo piccola parte del report, purtroppo non riserva sorprese l'andare a cercare il nostro paese nelle classifiche di penetrazione dei servizi broadband: l'Italia è 48ma al mondo per velocità media di connessione (5,8Mbps, col più basso indice di crescita annuo in tutta Europa) e 65ma per velocità massima (26,4Mbps). Siamo al 45mo posto globale per penetrazione delle connessioni ad almeno 4Mbps (disponibili al 65% della popolazione), e al 47mo per le connessioni ad almeno 10Mbps (6,6%, con un raddoppio rispetto all'anno scorso), in entrambi i casi ultimi in Europa (anche se la Grecia è scomparsa dalle statistiche Akamai). 41mo posto e ultimi in Europa anche per le connessioni superiori a 15Mbps, con un misero 2,5% di penetrazione; la Svizzera è al 33%, la Francia al 5,9 (che sembra poco ma è più del doppio che da noi), l'Austria al 16%.
Continua a non destare sorpresa nemmeno il panorama della connettività mobile: il report Akamai include alcuni dati forniti da Ericsson che assegnano al nostro paese una dignitosa velocità media di download mobile di 4,7Mbps, con un picco a 35,7, e una penetrazione del broadband mobile (>4Mbps) al 52%. Stante la disastrosa situazione della connettività fissa, l'accesso Internet via smartphone rimane sicuramente una grande opportunità di business nel nostro paese.

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