8 set 2015

La crisi dei migranti può portare benefici economici

Ho letto questo articolo che, pur in una visione molto utilitaristica ed esclusivamente finanziaria, dice cose che condivido e allora lo voglio persino tradurre (male, al volo) sperando che anche altri lo leggano.

"Le migrazioni incontrollate sono terrificanti e complicate. Sono anche simili a un vecchio test di finanza. In entrambi i casi, alti introiti attraggono i nuovi entranti che minacciano il tranquillo stato dei soggetti presenti sul mercato. Anche le possibili risposte sono simili: bloccare la concorrenza o trovare nuovi e migliori metodi per far guadagnare tutti.
Per i disperati che fuggono da paesi devastati dalla guerra come la Siria, la prosperosa Europa è un ovvio richiamo. Attira anche migranti economici alla ricerca di lavori migliori - persino a fronte dell'1,3% di crescita dell'Unione Europea e del 9,5% di tasso di disoccupazione. Nonostante i due movimenti siano differenti, è difficile distinguerli. Il primo ministro della Slovacchia, Robert Fico, sostiene che il 95% dei migranti è guidato da motivazioni economiche piuttosto che politiche.
Quando si parla di aziende, chiudere le frontiere è meno che ottimale.
Pensate alla difesa fatta dalla Francia alle proprie industrie di yogurt e video online dagli acquirenti stranieri, o alle facilitazioni fiscali date al proprio settore energetico, successivamente risultate illegali. E' meglio permettere agli investimenti di fluire liberamente, alle aziende di essere comprate e alle società in passivo di fallire, come capita più frequentemente in Germania e Gran Bretagna.
Elettori e politici hanno preoccupazioni più complesse degli investitori, come ad esempio proteggere l'identità culturale e il proprio spazio abitativo. Ma le loro opzioni sono simili: bloccare la concorrenza, o abituarsi ad essa.
La frontiera di filo spinato tra l'Ungheria e la Serbia, un esempio del primo approccio, difficilmente avrà successo. In Germania, la cancelliera Angela Merkel sembra avere un approccio migliore. Pur richiamando gli altri stati dell'Unione Europea a condividere il peso dell'immigrazione, ha chiesto ai propri cittadini diessere aperti e flessibili.
L'Europa può reagire. Nuovi miglioramenti economici possono essere creati ampliando il marcato unico nei servizi e nella finanza societaria. I paesi più piccoli con sistemi finanziari meno sviluppati -come la Slovacchia- ne beneficerebbero moltissimo. La crisi delle migrazioni può ancora generare divisioni economiche e pericolosi estremismi politici, ma se i leader riuscissero a guardare al di là degli incitamenti xenofobi, potrebbe anche agire come un incoraggiamento verso una produttività migliore ed economie più forti."



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