23 mag 2017

Smart cities

Siamo nel 2017, e si parla di identità digitale, di servizi digitali al cittadino, di banda larga, fibra e smart cities. Intanto per andare a votare non basta avere un documento d'identità e non basta il registro del seggio elettorale, ma bisogna anche avere un ulteriore foglio di carta sul quale far mettere un bel timbrone ad ogni votazione. Il foglio di carta va conservato per anni. Quando i diciotto "spazi per la certificazione del voto" sono tutti occupati, bisogna andare in Municipio a farsi dare un nuovo foglietto. Non si capisce come facesse a stare in piedi la nostra democrazia prima dell'invenzione della Tessera Elettorale.
In quindici anni ho votato diciotto volte. Credo di essermene perse una o due al massimo. Mi è stato chiesto il voto in varie elezioni politiche e amministrative, utilizzando ogni volta un sistema elettorale diverso, con voti normali o disgiunti, preferenze o liste bloccate, e mi è stata chiesta un'opinione sui temi più svariati, dalle cellule staminali alle trivelle petrolifere.

Sono andato una prima volta all'ufficio elettorale del mio comune per richiedere una nuova tessera, e ho scoperto che l'ufficio è aperto tutte le mattine, tranne la domenica e il mercoledì. Ovviamente era mercoledì.
Oggi sono andato nuovamente, e mi hanno detto che non hanno la carta per le nuove tessere, e che la carta arriva il 5 giugno e che "può venire chiunque con la tessera vecchia e gli diamo quella nuova". Ci sono le elezioni comunali l'11 giugno e mi pare normale, essendo in Italia, che si possa provvedere a rifare le tessere solo nei cinque giorni precedenti (perché il Mercoledì è chiuso). Che se uno non è fortunato come me e non può prendere un permesso dal lavoro, vuol dire solo sabato 10 giugno.
Quindi, se tutto va bene, con sole tre visite al Municipio avrò la mia nuova tessera elettorale.

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