25 giu 2017

Nessuno ce la fa contro... la popillia.

Quindi uno si può documentare quanto gli pare, ma sembra che, in pratica, contro questa popillia japonica non ci sia niente da fare. Questo simpatico insettuccio sterminatore è arrivato nel parco del Ticino tre anni fa (e anche da me!) e a quanto dicono gli esperti non c'è speranza di eradicarlo.
Le regioni Lombardia e Piemonte stanno facendo campagne di cattura massale per cercare di tamponare la situazione, ma sconsigliano tale metodo ai privati, visto che non farebbe che attirare altri esemplari, oltre all'evidente schifezza del processo di raccolta e distruzione (tramite congelamento e tritatura!).
Le contromisure possibili includono l'irrorazione degli adulti con insetticidi (da evitare in fioritura!) o il tentativo di sterminio delle larve con bacillus thuringiensis varietà japonensis/aizawa (se ho ben capito, in primavera): attività parecchio complicata visto che le larve so ne stanno sottoterra.
Nel frattempo, ecco due simpatici esemplari che stanno divorando la mia vite.

17 giu 2017

Cos'è il razzismo

Ormai non si può più dare del razzista a nessuno, perché c'è sempre qualche distinguo, qualche "però", qualche giustificazione inoppugnabile per l'intolleranza verso il prossimo. Magari "razzismo" non è nemmeno la parola giusta per descrivere quel sentimento di rifiuto verso il prossimo sentito da una rumorosa parte di italiani. Però io il razzismo so cos'è.
Il razzismo è la cassiera del supermercato che ieri faceva il terzo grado a un musulmano circa il Ramadan: "ma quand'è che finisce questa roba qua del ramamdam?". Il razzismo è la mancanza di rispetto di dare a tutti del lei tranne a chi ha il colore della pelle diverso dal tuo, a cui puoi dare del tu. Il razzismo è quando la signora che sta mettendo via la sua spesa fa notare alla cassiera che "anche i cristiani in quaresima dovrebbero fare digiuno, è che loro sono più osservanti di noi", e la cassiera ovviamente guarda il dito e non la luna e si mette a sciorinare le sue personalissime e cattolicissime regole: "eh ma lì è il venerdì niente carne"... A me viene in mente che in Italia nemmeno i preti digiunano in Quaresima, la signora raccoglie le borse e se ne va.
Il razzismo è cercare la cattiveria anche dove non c'è, perché il razzista è malizioso e disonesto e cerca di trovare quei difetti nel prossimo per creare un nemico e potersi quindi assolvere: "eh ma la fate fare anche ai bambini questa roba qua?" - "no, i bambini no." - "e le donne incinte?" - "no le donne incinte no" - "e come fate a lavorare?" - "se uno è malato o sta male, può mangiare". Oh, non c'è niente da fare: il razzista non può averla vinta quando fa l'errore di parlare col suo prossimo. E' per questo che il razzista preferisce il comizio al dialogo.
Il pachistano se ne va via con il suo latte e le uova, e la cassiera può scatenarsi con me: "eh poi è chiaro che vanno fuori di testa e fanno gli attentati" - "boh mi sembra che se uno digiuna dalle 5 alle 21 non ce lo vedo tanto a fare gli attentati".
Il razzista, quando non trova sostegno nemmeno tra quelli uguali a lui, si rifugia quindi nelle asserzioni inconfutabili, in cui un'amica di una cugina che lavora in ginecologia le ha detto che "una di quelle lì" aveva appena partorito l'ennesimo figlio a soli 25 anni e la cugina che lavora in ginecologia le aveva detto che era un peccato fare così tanti figli da giovane, e "quella lì" le aveva risposto che lei faceva tanti figli perché così poi da grandi avrebbero ucciso i "nostri" di figli. Il razzista usa le leggende metropolitane perché non ha altro modo per esprimere il suo odio, che nasce dalla sua ignoranza e dalla sua cattiveria, non dalla cattiveria altrui. Per il razzista è normale dire "a quelli là" quanti figli fare.
Il razzista è quello che mugugna grugniti incomprensibili quando gli fai notare che suo nonno probabilmente aveva dieci fratelli o che i ricchi iscritti a Comunione e Liberazione fanno più figli degli immigrati egiziani.

C'era un'altra signora dietro di me, e poi tre cinesi. Razzismo è rifiutare la realtà, e la realtà è che la società multietnica è qui e ora, e che dovrebbe sembrarci una ricchezza e non una minaccia. Razzismo è proiettare i propri difetti su chi è diverso: "...e parlano sempre a voce alta!" Razzismo è non riuscire a comprendere il concetto che tu sarai sempre il terrone di qualcun'altro, sarai sempre il negro di qualcun'altro.
- "oh questi qua non si capisce niente quando parlano!"
- "è vero, sembra cinese."
Metto la carta, firmo qui, ecco lo scontrino, buonasera.

04 giu 2017

A world of assassination

Qualche giorno fa passavo davanti a un negozio di videogiochi e ho visto questa pubblicità qua. 

Trent'anni fa c'era chi si lamentava del fatto che i videogiochi (e i film, e i cartoni animati) fossero troppo violenti e quindi diseducativi e implicitamente suggeriva che Rambo e Van Damme e poi Doom e Duke Nukem 3D avrebbero allevato una generazione di ragazzini iperviolenti. Ovviamente, erano tutte chiacchiere senza senso, perché era chiarissimo a tutti quelli che guardavano Rambo o giocavano a Mortal Kombat che quelli erano solo giochi, era finzione. Era tutto talmente irrealistico e teatrale che non poteva essere preso sul serio e tantomeno scatenare istinti violenti nello spettatore.
Oggi la situazione è cambiata. I videogiochi e gli effetti speciali dei film sono estremamente realistici. Ma ciò che a mio parere è diventato pericoloso è l'assuefazione alla fredda violenza che pervade i nostri intrattenimenti. Puoi essere un cecchino, e sparare a chi passa per strada. Puoi essere un agente della CIA e spezzare il collo a venti o trenta agenti nemici senza che il regista si soffermi un attimo sulla sorte del malcapitato di turno. Puoi essere violento verbalmente o fisicamente nella vita reale e apparentemente subire solo raramente le conseguenze delle tue azioni. Puoi rimettere in circolo la realtà vera all'interno della realtà virtuale filmando molestie, stupri o decapitazioni e caricandoli su youtube, così che il circolo è completo.

E poi basta aprire il giornale per essere catapultati in un mondo apparentemente minacciato dal terrorismo globale, e sicuramente bersagliato dal terrorismo mediatico.

E allora io vorrei chiedere a quelli che hanno fatto il videogioco "Hitman" non tanto come mai gli è venuto in mente di fare un videogioco iperrealistico su un sicario, ma invece cosa gli passava per la testa quando hanno deciso di pubblicizzarlo con lo slogan "ENTER A WORLD OF ASSASSINATION".
No, grazie. Preferirei non entrarci, nel mondo di assassinio.

03 giu 2017

troppa roba

Oggi è uno di quei giorni che mi prende il disgusto per tutto il ciarpame che si accumula in cantina e in garage. Periodicamente faccio dei repulisti e ogni volta butto via caterve di roba. Oggi ho fatto tre sacchi più varia roba da portare in discarica. E ho solo intaccato la superficie... tipo il barattolo con l'avanzo di vernice di dieci anni fa che non si apre nemmeno più. La roba che non uso da secoli ma ancora utilizzabile, quella no, quella sogno ancora di riuscire a rifilarla a qualcuno. E come ogni volta mi son detto che questa è la volta che faccio un banchetto e vado al Mercatino di Baggio e metto tutto a un euro e sto lì finché non ho fatto fuori tutto, e quindi come ogni volta sono passato da là a vedere l'aria che tira, e ho visto che ci sono banchetti con decine di monitor VGA come il mio, decine di casse per hi-fi come le mie, eccetera eccetera. No, non c'è speranza.
Che fare, quindi? Beh, certo, intanto è meglio non comprare roba inutile. Però anche così la roba si accumula lo stesso: la parabola per il satellite a cosa ci serve, ora che c'è quella condominiale e peraltro il satellite non lo guardiamo neanche più? Niente, sta lì a occupare posto, insieme ai vasi per i fiori, ai modem, alle maniglie della cucina, allo spremiagrumi elettrico, accidenti a lui.

Quando si dice il software fatto bene

Ho appena aggiornato il Fritz!OS all'ultima versione tramite l'apposita funzione automatica dell'OS stesso, e questo è il messaggio che ricevo: