25 ago 2017

Thank god it's them instead of you

Giorni fa ero in auto e dal calderone degli mp3 è uscita Do They Know It's Christmas. La canzone scritta dai Bob Geldof e Midge Ure diede il la agli americani con la loro We Are The World e a mille altre ammucchiate di beneficienza più o meno riuscite. Pur non raggiungendo le vette di "noi siamo il mondo, noi siamo i bambini", il testo di DTKIC scivola spesso e volentieri nel kitsch più sdolcinato, ma c'è un verso in particolare che per me ha sempre riabilitato l'intera canzone. Come anche in Sun City ("stiamo pugnalando alle spalle i nostri fratelli e sorelle"), il verso chiave delle canzone viene affidato alla migliore voce del gruppo, Bono: "e stasera ringrazia Dio che è toccato a loro e non a te".

Con tutto l'odio riversato sugli immigrati in Italia in questo periodo, mi sembra che questo sia l'unico commento che valga la pena fare. Ringrazia il cielo che non è toccato a te.

20 ago 2017

Odio

La grandezza di un capolavoro si può misurare anche con la sua capacità di individuare certi caratteri della società e rappresentarli così efficacemente da non patire il passare del tempo. 1984 di Orwell è esemplare.
"[...] gli impiegati stavano tirando fuori le sedie dai cubicoli e le stavano raggruppando al centro della sala, davanti al grande teleschermo, in preparazione dei Due Minuti d'Odio. [...] Come al solito, la faccia di Emmanuel Goldstein, il Nemico del Popolo, era apparsa sullo schermo. [...] I programmi dei Due Minuti d'Odio variavano a seconda dei giorni, ma non ce n'era nessuno in cui Goldstein non fosse la figura principale. [...] Tutti i delitti che erano stati commessi [...], tutti i tradimenti, gli atti di sabotaggio, le eresie, le deviazioni, ecc. erano sorti direttamente dal suo insegnamento. Era ancora vivo, in qualche parte del mondo, e stava preparando le sue cospirazioni. Forse al di là del mare, con la protezione e il soldo dei sui padroni stranieri... [...] Goldstein stava sferrando il suo solito velenoso attacco alle dottrine del Partito, un attacco così manifestamente esagerato e perverso che avrebbe potuto accorgersene un bambino, eppure abbastanza plausibile da permettere l'allarmante sospetto che qualcun altro, di intelligenza ingeriore, ne potesse essere turlupinato. [...] Era davvero strano, tuttavia, che sebbene Goldstein fosse disprezzato e odiato da tutti, sebbene ogni giorno, migliaia di volte al giorno, dal podio, dal teleschermo, dai giornali, dai libri, le sue teorie fossero refutate, schiacciate, volte in ridicolo, e ad ogni modo esposte pubblicamente per quelle pietose stupidaggini che erano, nonostante ciò, la sua influenza non sembrava che stesse per nulla decrescendo. C'era sempre qualche ingenuo fresco fresco che aspettava di farsi sedurre da lui. [...]
Durante il suo secondo minuto, l'Odio arrivò al delirio La gente si levava e si rimetteva a sedere con gran rimestio, e urlava quanto più poteva [...].
In un momento di improvvisa lucidità, Winston si accorse che anche lui stava strillando come tutti gli altri [...]. La cosa più terribile dei Due Minuti d'Odio non consisteva tanto nel fatto che bisognava prendervi parte, ma, al contrario, proprio nel fatto che non si poteva trovar modo di evitare di unirsi al coro delle esecrazioni.