29 dic 2017

Egizi e Watson

Questo articolo ("Quando la medicina incontra il marketing") me lo voglio appuntare, perché dice molte cose interessanti e fornisce molti spunti di riflessione.
Alcuni dei passaggi chiave:
"a marzo del 2016 Matteo Renzi, allora Presidente del consiglio, ha firmato un Memorandum of Understanding con l’Ibm per portare nella sede dell’ex-Expo a Milano i laboratori europei di Watson Health."
"nell’accordo con il governo italiano ci sarebbe anche la promessa di consegnare a Watson Health i dati sanitari, le cartelle cliniche e ogni altra informazione ritenuta utile sulla salute degli italiani. Per primi verranno consegnati i dati dei pazienti negli ospedali della regione Lombardia, da dove dovrebbe cominciare lo screening."
"Watson Health è già stato implementato in alcuni ospedali dei cinque continenti, e in particolare la sua sezione Watson for Oncology è stata oggetto di un attento esame su Stat News, con risultati non proprio confortanti."
"Peccato che la standardizzazione non funzioni sempre bene e che il team d’eccellenza abbia inserito nel programma i propri pregiudizi cognitivi e basi la sua rappresentazione della malattia sulla casistica di pazienti americani di un centro medico di eccellenza, che non corrisponde con quelle di altre aree geografiche, che hanno altri parametri sanitari."
"Uno dei motivi per cui la civiltà egizia smise di rinnovarsi e finì per implodere – secondo Lewis Mumford – fu che tutte le ricerche scientifiche si consideravano l’effetto della comunicazione diretta degli dei ai sacerdoti. In assenza di una costante messa in discussione delle scoperte fatte, la scienza si fermò per trasformarsi in una serie di oracoli divini a cui attenersi senza discutere."
"Dobbiamo domandarci, perciò, a che titolo dovremmo donare le cartelle mediche e tutti gli altri dati rilevanti per la nostra salute ai fini di un progetto for profit di una multinazionale americana".