17 nov 2018

Come migliorare il turismo in Liguria

Quest'anno la stampa locale ha riportato che la provincia di Savona ha registrato un calo sostanzioso delle presenze (del 4% se ricordo bene) nella stagione estiva 2018, e si prevede un ulteriore calo nel 2019.
Da otto anni trascorro i mesi di ottobre e novembre nella zona, e qualche consiglio su come porre migliorare la situazione ce l'avrei.
Ho letto dichiarazioni sensate dette dai rappresentanti di categoria, che sottolineano come tutti gli attori in campo (albergatori, pubblica amministrazione, altre aziende) debbano fare la loro parte. Tutto molto sensato, ma anche molto vago.

SEMPLIFICARE E MODERNIZZARE
Non so nel resto della Liguria, ma nel savonese sembra che un misterioso virus neurologico si sia impossessato del personale addetto alla regolamentazione dei parcheggi: in ogni area di sosta sono esposti regolamenti chilometrici che dettagliano gli orari, i giorni, le stagioni e persino le classi di utenti e i rispettivi costi orari o sub-orari. Fino a 15 minuti è gratis, ma sopra i 30 si paga x e dai 90 in poi si paga y, con valori diversi tra alta stagione e bassa stagione. I residenti pagano x, i turisti pagano y e quelli di passaggio pagano z. In molti luoghi è disponibile un'app per pagare, ma: non è sempre possibile utilizzarla; il turista occasionale non ha voglia di installare un'app per una giornata di sosta; i cartelli che segnalano la disponibilità dell'app sono sommersi dal resto dei segnali, cartelli e pubblicità varie che affollano le nostre strade, e quindi non vengono notati. Persino tra i residenti sono pochissimi a conoscere l'app.
Oltre a semplificare i regolamenti, strade e parcheggi vanno ripuliti dalla cacofonia di cartelli, indicazioni e pubblicità multicolori che rovinano il paesaggio e confondono il visitatore. 

L'unico comprensorio che non ha registrato un calo delle presenze è quello di Finale Ligure, meta di escursiosisti da tutta Europa. E' deprimente vedere come persino a Finalborgo, affollato, a ottobre, al 90% da turisti stranieri, quasi tutti i bar non accettino bancomat o carte di credito per i pagamenti, figuriamoci altrove. Il visitatore in Liguria si ritrova costantemente con le tasche piene di monetine. I bancomat peraltro sono molto rari. Siamo stufi di sentire i commercianti lamentarsi delle "alte" commissioni applicate dai circuiti delle carte di credito. Al turista non gliene importa un tubo dei costi del commerciante: il turista ha bisogno di semplicità e di non avere l'assillo di rimanere senza contanti. Le carte di credito e i sistemi di pagamento contactless vanno adottati a tappeto, senza se e senza ma.
Questo vale ovviamente anche per le amministrazioni comunali. E' semplicemente ridicolo che in una località come Alassio, che vorrebbe attrarre una clientela danarosa, non si possa pagare il parcheggio con la carta di credito.

INFORMARE E ACCOGLIERE
Il turista è, in generale, abbandonato a sè stesso. Non esistono indicazioni su come utilizzare i mezzi pubblici di trasporto, o su come scoprire itinerari di visita, e persino nel succitato "regno dell'outdoor" di Finale si presume che il turista si sia preparato la permanenza per conto proprio, perché non c'è traccia di indicazioni utili a guidarlo, ad esempio, verso il sentiero x o l'ente y o il museo z. O forse ci sono ma sono sommerse dalle onnipresenti e orrende indicazioni commerciali per il supermercato taldeitali o la toelettatura pincopallino, cose che si possono ormai trovare facilmente con una ricerca su google e non dovrebbero più necessitare di migliaia di cartelli sparsi ovunque. La mancanza di cura della propria presenza online è una caratteristica tutta italiana, ma in una regione fortemente votata al turismo è imperdonabile.
Chi passa per caso da Borgio Verezzi non vede alcuna indicazione della presenza delle grotte, se non va a cercarsele.
E' pressoché totale l'assenza di cartelli bilingue. Gran parte dei ristoranti sono dotati di sgangherati menù in inglese, anche se qualcuno pensa ancora che sia una buona idea presentare al turista un menù scritto in dialetto, che fa tanto "local" ma risulta incomprensibile ai più, specialmente nelle acrobatiche traslitterazioni della fonetica ligure. I menù vanno benissimo in italiano: è tutto il resto che va reso disponibile almeno anche in inglese. E' anche imperdonabile che esistano ancora ristoranti che impiegano personale che non parla l'inglese. E' imperdonabile che, nel 2018, qualcuno sotto i 40 anni non sappia sostenere una piccola conversazione in inglese.

L'ALTA STAGIONE
Gli italiani non concepiscono che qualcuno possa voler andare in montagna d'estate o voler fare le ferie al mare "d'inverno", e questo si riflette nell'atteggiamento degli operatori turistici. Il tempo di ottobre permette ancora di passare giornate in spiaggia, ma il 90% degli stabilimenti balneari ha già sbaraccato e abbandonato -letteralmente- le spiagge. Gli stabilimenti balneari -e non solo- considerano la stagione estiva come il periodo in cui spremere più soldi possibili al turismo di massa, concentrandosi più sulla quantità che sulla qualità. Le famigliole che affollano i bagni marisa standosene gomito a gomito sulle loro sdario costituiscono una fonte di soldi facili, ma cosa succede se il volo per Sharm El Sheikh diventa più conveniente dei prezzi esorbitanti fissati dai nostri amati concessionari del suolo pubblico? La risposta sta ovviamente nel cambiare mentalità, e accogliere il turista con servizi di qualità sia a luglio/agosto che in seguito. Che si tengano aperti gli impianti balneari fino a ottobre, che si tengano aperti ristoranti e negozi tutto l'anno (eresia! sarebbe necessario assumere più personale!), che si punti sulla qualità tutto l'anno e non sulla quantità solo a luglio e agosto.
In Liguria si può pranzare all'aperto 8 mesi all'anno, e nei restanti ci sono tantissime occasioni culturali indoor che aspettano di essere opportunamente valorizzate: non si capisce perché debba esserci una stagione "alta" e una "bassa". Il Museo Archeologico di Finalborgo, ad esempio, è un'eccellenza che dovrebbe richiamare frotte di visitatori ma i suoi tabelloni esplicativi sono solo in italiano.

L'URBANIZZAZIONE
Ogni inverno qualche zona della Liguria finisce sulle prime pagine dei giornali nazionali per qualche disastro ambientale, solitamente un'alluvione o una frana disastrosa. E ogni anno i giornali spiegano che la causa è l'eccessiva cementificazione e che la cura è il blocco dell'urbanizzazione e il risanamento delle zone più abusate. E ovviamente ogni anno il turista continua a passare di fronte agli ex stabilimenti industriali abbandonati e decrepiti, ai vecchi alberghi vuoti, alle vecchie case con le finestre murate, e continua a ricevere le pubblicità dei nuovi "borghi" di "ville vista mare" costruiti in posizioni sempre più impervie.
Basta. Tutto questo fa schifo. L'arma vincente della Liguria sono i suoi borghi medievali. Il resto fa schifo. I palazzoni di Borghetto fanno schifo. L'ex Piaggio di Finale fa schifo. Gli ex cantieri navali di Pietra fanno schifo. L'enorme Ospedale Marino Piemontese che sovrasta Loano è un'area bellissima lasciata al degrado totale che fa male al cuore. Coi suoi alberghi abbandonati, a Ceriale sembra di essere a Mogadiscio.
E' qui che ci vogliono le ruspe.
Che si ripristinino le pinete. Che si blocchi ogni nuovo progetto, e si ristrutturino invece le centinaia di strutture inutilizzate.
Che si alzino le tasse locali sulle seconde case e si usino gli introiti per migliorare lo stato delle strade e le facciate dei palazzi.

Da anni le palme della zona sono assediate dal punteruolo rosso, che se le sta mangiando tutte. Mentre gli amministratori e gli imprenditori locali continuano a dibattere sul da farsi e su come tutelare il "brand" (inesistente) di "Riviera delle palme", i lungomare si riducono sempre più a lunghe parate di alti tronchi fallici di palme decapitate in attesa di abbattimento. Una situazione che andrebbe risolta in fretta e furia viene trascinata invece per anni, e fa niente se i lungomare sono brutti. Queste palme hanno cent'anni: che le si tagli e le si rimpiazzi con agrumi, o pini marittimi, o qualunque altra pianta autoctona, visto che la regione è baciata da un clima fantastico che permette la crescita di qualunque cosa si ficchi per terra.

IL MUGUGNO
E' un luogo comune, e come tutti luoghi comuni è una generalizzazione ingiusta ma ha anche un'origine veritiera. I commercianti e gli operatori turistici liguri sono spesso sorridenti e accoglienti, ma al turista capita ancora troppe volte di essere "accolto" come una scocciatura, e di essere trattato come si trattano le vacche alla mungitura: minimizzare lo sforzo, massimizzare la resa. Se è un martedì sera di ottobre e la pizzeria è vuota, perché far sedere la coppia di turisti nel tavolo da due in un angolo scomodo mentre il tavolo da quattro a centro sala rimane vuoto tutto il tempo? Perché non togliere un tavolo e far stare tutti più comodi? Perché non accogliere ogni passante con un sorriso? Capisco che il mestiere del ristoratore è uno dei più duri, ma non deve diventare una condanna autoimposta. Passare da due dipendenti a quattro probabilmente non raddoppierà gli incassi, ma sicuramente, con una gestione corretta, può rendere la vita più facile ai proprietari, con la conseguente diminuzione del mugugno e aumento dei sorrisi.

10 nov 2018

E-mail: you're doing it wrong

Mi arriva questa mail:
mittente: "SC-BATCH"
oggetto: "SAPLSTXBE /20181109/180117"
corpo del messaggio: vuoto.
allegati: 1.txt e SAPLSTXBE%20_20181109_180117.pdf.

Ogni esperto di sicurezza informatica, anzi ogni utente di posta elettronica, anzi ogni persona di buon senso vi dovrebbe dire di non aprire tale messaggio e men che mai scaricare o aprire l'allegato. Gli indizi di un tentativo di phishing ci sono tutti. Meglio cancellare il messaggio e catalogarlo come spam.

Pero' guardando bene vedo che il mittente e' SC-BATCH@ferrovienord.it e mi viene un dubbio. Ferrovie Nord esercisce il servizio di car sharing E-vai che ho utilizzato qualche giorno fa. Questa potrebbe essere la fattura. E infatti lo era.

Questo tipo di comunicazioni purtroppo non e' infrequente da parte di aziende italiane. Se vogliamo che gli utenti siano educati a distinguere i messaggi pericolosi da quelli innocui, le aziende dovrebbero per prima cosa fare in modo che i propri messaggi appaiano legittimi. Ora non chiedo firme digitali o chissa' che: mi bastava un semplice "buonasera signore, in allegato trova la fattura relativa al servizio xyz utilizzato il giorno x alle ore x.".

4 nov 2018

Come comportarsi in aeroporto e in aereo - parte 2

Continua dalla parte 1.

ALL'AEROPORTO
Passati i controlli di sicurezza, localizzate i monitor che indicano lo stato dei voli e trovate il vostro. In quasi tutti i posti del mondo, i voli sono indicati in ordine orario, mentre negli USA sono indicati in ordine alfabetico di località. Capite dov'è il vostro gate d'imbarco e, a meno che abbiate molto tempo a disposizione, dirigetevi verso di esso. Trovato il gate, se non c'è ancora personale che sta preparando le procedure d'imbarco, sedetevi da qualche parte dove si possa tenere d'occhio il gate o i monitor, in caso di cambio di porta d'imbarco o di ritardo. Prestare attenzione agli eventuali annunci. Non è necessario sedersi davanti al gate. Non è nemmeno necessario stare in piedi davanti ad esso.
Al gate, i passeggeri si dividono in due categorie: quelli a cui piace stare mezz'ora in piedi davanti al gate e quelli a cui non piace. Io francamente non ho mai capito il masochismo della prima categoria. Unica giustificazione per l'appostamento davanti al gate sono le occasioni in cui (solitamente perché si sa che all'arrivo saremo di fretta o perché il volo è lungo) è assolutamente necessario trovare posto nelle cappelliere per il proprio bagaglio. E' purtroppo normale che gli ultimi a salire abbiano difficoltà a trovare posto per il bagaglio. Normalmente, questo non è un gran problema, ma in certi casi potrebbe esserlo. Anche qui, sta a voi sceglierei come aumentare il comfort del vostro viaggio.
Una nota importante: contrariamente a quanto si crede, l'annuncio "vi preghiamo di rimanere seduti" fatto dal personale di terra non significa "alzatevi tutti immediatamente e affollatevi davanti al gate". Significa bensì "state seduti e prestate attenzione a ciò che stiamo per dirvi". Ciò che vi diranno è che le famiglie con bambini piccoli possono passare davanti a tutti e imbarcarsi per prime, e che i passeggeri che hanno precedentemente richiesto assistenza (ad esempio la sedia a rotelle) potranno fare altrettanto. Si procederà quindi a imbarcare il resto della mandria, in un ordine prestabilito, che va rispettato. Per primi entrano i frequent traveller delle classi più alte, poi i frequent traveller delle classi meno alte e quelli di classe business, e poi gli altri passeggeri, spesso divisi per zone. La zona è indicata da una lettera scritta sulla carta d'imbarco, e solitamente divide i passeggeri a seconda della fila in cui sono seduti. Se sta imbarcando la zona 1 e il vostro biglietto dice zona 4, toglietevi dai piedi. Lo so, lo so, siamo italiani, però sforziamoci lo stesso: guardate come stanno in coda gli altri popoli e provate a imitarli. Ci sono altri connazionali che sgomitano per passare davanti? lasciateli andare e cercate di formare una fila decente. Ce la possiamo fare.
Zona o non zona, è buona norma che chi siede in fondo all'aereo entri per primo e chi siede davanti entri per ultimo. Se uno ci pensa, è perfettamente ragionevole, no? Si minimizza il fastidio che si arreca al prossimo.
Quindi, anche se l'imbarco non viene fatto per zone, se siete seduti nelle prime dieci file dell'aereo ve ne potete stare comodamente seduti e lasciar salire tutti gli altri.
Un'ulteriore ragione per starsene seduti è che spesso "l'imbarco" inizia prima che le porte dell'aereo siano effettivamente aperte, col risultato che dopo essere stati in coda davanti al gate, si rimane in coda davanti alla porta dell'aereo, o peggio ancora all'interno del finger di collegamento che, a seconda dell'aeroporto o della stagione, può trasformarsi in una stalla, una cella frigorifera o una serra. Altro svantaggio di "imbarcarsi" per primi è che se invece del finger c'è il bus navetta, il primo bus sarà riempito all'inverosimile e l'attesa e il viaggio, per quanto brevi, saranno tra i meno gradevoli. Standosene invece comodamente seduti spesso accade che l'ultima navetta sia semivuota e ci si possa stare senza sgomitare. Un'altra piccola nota che pare sfuggire ai più è che spesso l'ultimo che sale sulla navetta è il primo a uscire.
Una nota importante riguardo i bus navetta: una volta entrati, non ci si pianta lì in mezzo alla porta come delle statue, bensì ci si sposta in fondo alla navetta, in modo da permettere l'entrata degli altri passeggeri. Mi sorprende sempre l'atteggiamento letteralmente disumano di chi se ne sta in mezzo a un autobus affollato ignorando completamente la presenza di altre persone che vogliono (non solo vogliono, ma DEVONO) entrare. Ve lo dico chiaramente: fate spazio al prossimo. Lo zaino va tolto dalla schiena e tenuto a terra in mezzo alle gambe: a nessuno piace ricevere in faccia lo zaino altrui. Reggersi alle apposite maniglie. Se ci sono posti a sedere liberi, sedersi. Il cretino che si pianta davanti al sedile senza sedersi (quindi occupando da solo sia il sedile che lo spazio di una persona in piedi) è una specie diffusissima a tutte le latitudini ma dobbiamo impegnarci tutti per eradicarla. Spesso dietro ai sedili c'è posto per appoggiare i trolley.
Anche qui, purtroppo, gli umani si dividono in due categorie: quelli a cui piace la folla e quelli che invece no. Se vi piacciono le situazioni affollate, considerate comunque che c'è qualcuno a cui non piacete voi, e cercate di non dargli fastidio.

SALIRE A BORDO
Quando si raggiunge l'aereo tramite bus navetta, può capitare che si possa salire a bordo sia dalla scala anteriore che da quella posteriore. In tal caso: se si è seduti verso il fondo è meglio salire dietro, mentre se si è seduti verso il davanti è meglio salire davanti. E' affascinante come a molti continui a sfuggire l'utilità di questo meccanismo.
Saliti a bordo e trovato il proprio posto, avviene quello che tuttora sembra uno dei momenti più difficili dell'intera esperienza del viaggio aereo: il posizionamento del bagaglio e l'utilizzo delle cappelliere (cioè gli scomparti sopra la vostra testa). Ecco come comportarsi:
- inserire il proprio trolley nello spazio sopra il proprio sedile. Non utilizzare il posto sopra il sedile altrui. Soprattutto, mai e poi mai mettere il proprio bagaglio in una cappelliera di una fila dietro di voi. Se per il primo accorgimento dovrebbe essere superfluo fornire altre spiegazioni, per quanto riguarda il secondo la motivazione, d'importanza vitale, è che al momento dell'atterraggio, in quanto purtroppo la maggior parte dei viaggiatori continua a scattare in piedi immediatamente, sarà impossibile procedere controcorrente e recuperare il proprio bagaglio. Se anche voi foste quel tipo di persona per la quale non è un problema sgomitare tra decine di estranei e sbattergli addosso il vostro trolley, sappiate che nessuno gradisce questo vostro comportamento. Se invece per voi non è un problema aspettare che scendano tutti prima di riuscire a recuperare il vostro bagaglio, fate pure, vi applaudo.
- tenete con voi borsette, borsettine, borse del duty free, zainetti e tutti i bagagli di piccole dimensioni: li infilerete sotto il sedile davanti a voi o li terrete in grembo. Così facendo, eviterete che vengano schiacciati dai trolley altrui e lascerete spazio libero nelle cappelliere per chi ne ha bisogno.
- soprattutto, per l'amor del cielo, non mettete mai il soprabito, il giubbotto, la pelliccia, il cappello nelle cappelliere (eh sì, a dispetto del nome). Sappiate che se ce li mettete non solo state occupando un sacco di spazio che servirebbe ad altri, ma che arriverà inesorabilmente qualcuno che infilerà il proprio trolley bagnato e sporco sopra il vostro barbour da ottocento euro. Vogliamo tutti evitare tale esperienza, quindi tenetevi i vestiti in grembo.
- se stiamo partendo per un volo di due-tre ore, non dovrebbe essere un problema tenersi in grembo o tra le gambe qualche effetto personale. Anzi, vi dirò di più: io sono alto uno e novanta e mi capita relativamente spesso di viaggiare col trolley infilato sotto il sedile davanti a me. Mi capita soprattutto quando c'è gente che mette il soprabito o la borsetta di louis vuitton nella cappelliera, ma si può fare. si. può. fare.
E' innegabile che le compagnie aeree ci costringono ormai a viaggiare in condizioni disagevoli, ma se ognuno seguisse questi accorgimenti, ci sarebbe spazio per tutti e non sarebbe necessario accalcarsi davanti al gate per salire per primi.
In generale, trovate il vostro posto e sedetevi in quello, anche se siete lontano dai vostri cari (ma non l'avete fatto il check-in online con la scelta del posto?). Solo dopo che l'equipaggio avrà annunciato che l'imbarco è completato potrete spostarvi in qualche posto libero (no, non è possibile andare in business, anche se è vuota), o chiedere ad altri di fare cambio se necessario. Considerate che chi ha scelto un posto di finestrino o di corridoio potrebbe averlo fatto per qualche precisa ragione, quindi non date per scontato che sia disposto a scambiarlo col vostro. Siate gentili ed educati. Se avete bisogno di qualcosa di particolare, o se ad esempio volete spostarvi ma non vedete posti vicino a voi, chiamate un assistente di volo facendo un gesto con la mano o premendo il pulsante apposito.

IN VOLO
Tenete sempre allacciata la cintura di sicurezza. Perché? perché sì. Ne riparliamo dopo che sarete passati attraverso una turbolenza seria.
Ricordate che non siete a casa vostra, ma in uno spazio ristretto pieno di estranei che potrebbero non gradire, ad esempio, il contatto prolungato con la vostra coscia o il vostro braccio. Non invadete lo spazio altrui. Siate educati. Non parlate ad alta voce: a nessuno interessano i fatti vostri.
Come non dare fastidio a chi è seduto dietro di voi. 
- Se avete i capelli lunghi, fate attenzione che non finiscano dietro il vostro schienale: a nessuno fa piacere avere in faccia i capelli di un estraneo per due ore.
- Evitate di agitarvi troppo per sistemarvi: lo sappiamo tutti che i sedili sono scomodi, ma ogni volta che vi rivoltate al vostro posto come una balena ricordate che dietro potrebbe esserci qualcuno col tavolino abbassato e una bevanda su di esso, oppure qualcuno che sta semplicemente cercando di guardare un film nel monitor del sedile.
- Non è obbligatorio reclinare il sedile. Disturba chi è dietro. Fatelo il meno possibile. Quando reclinate il sedile fatelo lentamente, in modo da dare un piccolo preavviso a chi se lo vedrà capitare addosso.
Come non dare fastidio a chi è seduto davanti a voi.
- Se dovete alzarvi, fate forza sui vostri braccioli, e non aggrappatevi allo schienale davanti a voi: a nessuno fa piacere sentirsi risucchiati all'indietro mentre si sta mangiando, o dormendo, o semplicemente pensando agli affari propri. Ripeto: non aggrappatevi mai allo schienale davanti a voi. Non è necessario e disturba molto chi è seduto in quel posto. Si fa forza sui braccioli, ci si ruota leggermete, ci si appoggia sul proprio schienale e si va.
- Ricordatevi che ogni volta che toccate lo schienale davanti a voi state spintonando il passeggero seduto davanti: quando abbassate o alzate il tavolinetto; quando picchiettate sul touchscreen del monitor (usate il telecomando, se c'è!); quando puntate con le ginocchia; quando rovistate tra le riviste; quando infilate una bottiglietta d'acqua nel portariviste. Fate tutte queste azioni molto delicatamente.
- Se avete bambini con voi, fate attenzione che non inizino a prendere a calci il sedile davanti o a fare altri simpatici giochi con esso.
- Se siete in un volo notturno e chi è davanti a voi reclina il sedile per dormire, non protestate e non disturbatelo: è un bel rompimento di palle ma siamo tutti nella stessa barca e lui non ha altra scelta.

BAMBINI
Questo è l'argomento più spinoso di tutti. Ricordo sempre la regola aurea dei viaggi aerei: non ve l'ha ordinato il dottore. Detto ciò, a me parrebbe ovvio non portare in aereo bambini che non riescono a stare tranquilli per la durata del viaggio. Non è obbligatorio sottoporli a questa tortura, per un viaggio che potranno tranquillamente fare quando saranno più grandi. Si suppone che ogni genitore conosca i proprio figli: se i bambini sono scalmanati, il buon senso vuole che sia sconsigliabile rinchiuderli per ore in uno spazio angusto affollato di estranei. Se i bambini sono così piccoli da non potersi spiegare se stanno male, o se hanno fame, o se hanno sonno, o se se la sono fatta addosso, e siccome hanno un anno di vita il loro unico modo per comunicare è quello di piangere, non portateli in aereo, a meno che, appunto, ve l'abbia ordinato il dottore. Ve ne sarà grato il bambino e tutti gli altri passeggeri. Ricordate che a nessuno piace sentire la puzza della cacca del vostro bambino, anche se voi ci siete abituati. Non tutti viaggiano con le cuffie antirumore per non sentire i bambini che piangono di notte. A nessuno interessa doversi sorbire le storielle che gli raccontante per tenerlo impegnato. Idem dicasi per le canzoncine dell'ipad che gli date per lobotomizzarlo tenerlo buono.
E' vero: "i bambini fanno cose da bambini", che colpa ne hanno loro? Nessuna. Siete voi che li dovete tenere a casa se non riescono a non disturbare il prossimo per la durata del viaggio.
Una nota molto importante riguarda lo sbalzo di pressione durante la discesa verso l'atterraggio: come in salita ci si "tappano" le orecchie, in discesa ci si "stappano", e la cosa può essere molto dolorosa. Un bambino soggetto a tali dolori che non è in grado di effettuare una leggera manovra di compensazione inizierà a piangere e ululare dall'inizio della discesa fino a qualche minuto dopo l'atterraggio, quindi per una buona mezz'ora. Potrete coccolarlo, parlargli, dargli il ciuccio, fargli tutte le moine del mondo, ma lui soffrirà come un cane e urlerà tutto il tempo. A voi la scelta.
Personalmente, poi, considero puro masochismo muoversi in aereo con l'inevitabile armamentario di passeggini e biberon e giocattolini vari necessari al trasporto di un bambino piccolo. Oltre a dover pagare un biglietto aereo in più per una persona alla quale del viaggio non importa un tubo, ogni spostamento diventa più complicato, lento e macchinoso. Portate in giro i bambini, abituateli a stare con gli estranei e a frequentare posti diversi da casa, ma, vi assicuro, l'aereo è il posto meno indicato per loro, almeno fino a quando non sono in grado di portare autonomamente il loro piccolo bagaglio di effetti personali e di educazione.
Come in tutte le situazioni della vita, una buona regola è quella di tenere presente quanto fastidio danno al prossimo le nostre azioni, compreso il diritto di viaggiare con bambini al seguito.

L'ATTERRAGGIO
Come già accennato, non è necessario scattare in piedi appena atterrati.
In primo luogo, bisogna stare seduti fino a quando la spia delle cinture di sicurezza non viene spenta. Perché? perché è obbligatorio. perché l'aereo potrebbe non essere ancora completamente fermo e c'è rischio di cadere, farsi male e far male al prossimo.
Una volta che é possibile alzarsi, se ci pensate un attimo capite che quasi sempre non è necessario alzarsi. Alzarsi per andare dove? a prendere il bagaglio? per metterlo dove?
Perché alzarsi quando si può stare seduti? Spesso può passare un bel po' di tempo prima che si riesca effettivamente a scendere.
Comportarsi come segue:
- stare seduti; controllare di non stare lasciando nulla nel portariviste o sul sedile;
- quando i passeggeri delle file davanti a noi iniziano a muoversi, alzarsi;
- aprire con cautela la cappelliera; "con cautela" significa usare una mano per aprirla e l'altra mano per evitare che si apra di scatto o per evitare che cadano eventuali oggetti (la borsetta di louis vuitton cade sempre);
- estrarre il proprio bagaglio, aiutare se necessario chi è vicino a noi, lasciare uscire i passeggeri delle file davanti a sé, e infine togliersi celermente di torno. La pelliccia la potete indossare comodamente una volta fuori dall'aereo.
Durante l'uscita, evitate di sostare in mezzo alle porte, ai corridoi o ai passaggi in genere. Ci sono decine o centinaia di persone dietro di voi che devono uscire. Seguite la mandria fino al primo spazio libero all'interno del terminale e solo lì aspettate eventuali compagni di viaggio se necessario. Guardatevi intorno e trovate i cartelli che indicano l'uscita, il ritiro bagagli o il controllo passaporti.
Il resto dovrebbe essere facile.

AL RITORNO
Se avete seguito tutti i consigli precedenti, il ritorno a casa procederà liscio. Se avete qualcuno che vi viene a prendere in auto, considerate che ormai gran parte degli aeroporti hanno stabilito che è possibile sostare davanti ai terminal solo per pochi minuti. Lo scopo della misura sarebbe quello di evitare ingorghi. Purtroppo l'effetto è che gli chauffeur improvvisati si inventano parcheggi spericolati appena al di fuori dell'area aeroportuale, con conseguenti disagi e pericoli per la circolazione. In ogni aeroporto ci sono parcheggi a pagamento per la sosta breve. Avete speso centinaia di Euro per un viaggio aereo, potete investirne cinque per mezz'ora di parcheggio. Consigliate ai vostri cari di usare uno di questi parcheggi e di venire ad attendervi all'interno del terminale. Potranno quindi aiutarvi coi bagagli se necessario, potrete prendervi un caffè con tutta calma, e quindi caricare tutto quanto in auto senza patemi e senza ingolfare il traffico.

3 nov 2018

Come comportarsi in aeroporto e in aereo - parte 1

Dopo aver volato più di mille volte e aver visto gli stessi errori fatti centinaia di volte, ho pensato di mettere per iscritto qualche consiglio.

PRIMA
Forse non tutti sanno che oggi è possibile organizzarsi viaggi in aereo senza dover ricorrere all'agenzia viaggi. Un buon punto di partenza è google.it/flights, ma ci sono bizzeffe di siti che vi assistono nella scelta, ad esempio Kayak. Il mio consiglio principale è che non ve l'ha mica ordinato il dottore, di prendere l'aereo (a meno che ve l'abbia effettivamente ordinato il dottore, o il datore di lavoro): a mio parere, piuttosto che viaggiare scomodi e scontenti è meglio stare a casa. Attenzione quindi a gettarsi a capofitto sulle compagnie low cost: è vero che i biglietti appaiono molto economici, ma ci sono molte insidie. In primo luogo, i bagagli, che vengono controllati molto più accuratamente per peso e dimensioni e fatti pagare extra con ogni scusa (pratica a volte truffaldina che è stata sanzionata recentemente). In generale, la low cost cercherà di appiopparvi quanti più "servizi aggiuntivi" possibile, quasi tutti inutili se non dannosi, come ad esempio lo speedy boarding di Easy Jet che non è altro che la possibilità di fare più coda di tutti, per giunta in piedi, visto che consiste nel farvi oltrepassare il gate d'imbarco prima di tutti gli altri per poi farvi aspettare come dei mammalucchi che inizi l'ingresso a bordo vero e proprio: se vi va bene attenderete dentro il terminal, se siete sfortunati starete in piedi nella vostra area del bus navetta ad aspettare tutti gli altri. Sulle low cost si sta più scomodi che sulle compagnie di linea "normali" (nonostante anche queste ce la mettano tutta, ultimamente, per maltrattare i passeggeri), perché gli aerei sono più piccoli, i sedili più rigidi, e lo spazio per gambe e bagagli minore. Sulle low cost se va bene vi danno un bicchiere d'acqua e se avete fame dovete pagare a caro prezzo il pessimo cibo da aereo, mentre le altre compagnie il pessimo cibo ve lo daranno gratis (triste eccezione è BA, che ormai offre un servizio paragonabile a una low cost). Le low cost, inoltre, sono solitamente più rigide per quanto riguarda gli orari d'imbarco (costringendo i clienti ad arrivare in grande anticipo "per sicurezza"), e spesso utilizzano aeroporti piccoli, magari difficilmente raggiungibili, o con infrastrutture carenti (parcheggi, ristoranti, aree d'attesa, eccetera). La compagnia low cost non ci penserà due volte a chiudervi il gate in faccia o a rifiutarvi l'imbarco con qualsiasi scusa, perché per loro ogni minuto passato in pista e non in volo è un costo da evitare, e soprattutto perché così dovrete rifare un altro biglietto e questa volta il cost non sarà low.
Quindi, riassumendo, non pensiate che il prezzo del biglietto sia l'unica componente del costo del viaggio: benzina e pedaggi per raggiungere l'aeroporto, parcheggio, rischio di annullamenti e, soprattutto, il vostro comfort. Sconsiglio caldissimamente le low cost per voli più lunghi di 90 minuti.

ARRIVO IN AEROPORTO
Anche in questo caso, vale la regola che il viaggio dovrebbe massimizzare il vostro comfort. C'è una bella differenza tra prendere un volo da un aeroporto a 30 minuti da casa e uno che dista tre ore: il valore del vostro tempo. Se avete la fortuna di poter raggiungere l'aeroporto coi mezzi pubblici in maniera confortevole, fatelo, ma tenete a mente quali e quanti bagagli dovrete scarrozzarvi nel tragitto. Idem dicasi se andate in auto: se qualcuno vi porta e vi verrà a prendere, buon per voi, altrimenti valutate bene quale parcheggio utilizzare. Anche qui valgono regole simili alla scelta della compagnia: è veramente low il cost del parcheggio che mi costringe a lasciare l'auto all'aperto, ad aspettare il bus navetta, a camallarmi il bagaglio su e giù dalla navetta, e a richiamarla, riattenderla e ricamallarmelo al ritorno? Informatevi sui parcheggi all'interno del terminal o adiacenti: purtroppo i siti web degli aeroporti italiani sono solitamente pessimi, ma con fatica si possono trovare anche tariffe interessanti per le lunghe permanenze.

ALL'AEROPORTO
Ovviamente avete già fatto il check-in, on line, vero? Vero? Fatelo. Fatelo sempre. Quasi sempre (se non avete scelto una low cost!) avrete la possibilità di scegliere i posti dove sedere, onde evitare di dover implorare gli altri passeggeri (che il posto se lo sono scelto!) di fare cambio. Da 24 ore prima del volo, e a volte anche prima, è possibile fare questo comodissimo passo. Ormai quasi tutte le compagnie e gli aeroporti permettono di presentare la carta d'imbarco in maniera elettronica, tramite il sito, un pdf scaricato sul cellulare, o un'app. Se state facendo il check-in online a casa, per sicurezza, stampate comunque le carte d'imbarco. Uno dei pregi della carta è che funziona bene anche se non c'è campo o se la batteria è scarica. Se avete dei bagagli da imbarcare, solitamente esiste uno sportello apposito: fate attenzione ai cartelli e dirigetevi là. Un bel sorriso al personale di terra e via che si va. Fare attenzione nel caso di voli intercontinentali: per certe destinazioni, come ad esempio gli USA, può essere necessario un controllo del passaporto prima dell'emissione della carta d'imbarco, quindi vale spesso la pena di arrivare col dovuto anticipo e passare comunque dagli sportelli check-in in aeroporto.
Una nota sui bagagli: spesso, il biglietto della compagnia di linea che avete acquistato a prezzo leggermente superiore a quello della low cost vi darà la possibilità di imbarcare in stiva un bagaglio di peso decente e di portarne uno a bordo con voi o addirittura due piccolini. Il mio consiglio è: se non avete fretta, imbarcate il bagaglio. Anche se è della misura che sarebbe accettata a bordo. Se siete in vacanza, non avete fretta, giusto? Checchè se ne dica, di bagagli se ne perdono pochi, e di furti ce n'è ancora meno. Se viaggiate in compagnia e volete andare sul sicuro, dividetevi gli effetti personali così che se una valigia va persa o è in ritardo, ognuno avrà comunque qualcosa con sé. Se viaggiate da soli, mettete un cambio di vestiti nel bagaglio a mano. Non avere il bagaglio con voi vi permetterà di muovervi più velocemente e in modo più rilassato. Non avrete nemmeno l'ansia di dover salire per primi a bordo per trovare posto per il vostro amato trolley. Soprattutto se all'arrivo dovrete passare attraverso un controllo passaporti, il tempo che perderete lì sarà solitamente sufficiente ai vostri bagagli per arrivare sul nastro di consegna.
Ormai tutti dovrebbero sapere che in Europa ci sono restrizioni sulla quantità di liquidi che si possono portare con sè a bordo: altra ragione per mettere le vostre boccette di profumo e il mignon di limoncello nel bagaglio di stiva.
Per quanto riguarda il bagaglio, scegliete trolley semirigidi: quelli rigidi, checchè se ne dica, si rompono, e quelli troppo morbidi si strappano. Idem per le valigie più grandi. Scegliete colori vivaci, così li distinguerete più velocemente sul nastro. Oppure no, continuate a comprarli neri e grigi così io trovo il mio trolley arancione al volo.
Ai controlli di sicurezza, fare attenzione a come sono distribuite le varie code: spesso ci si imbottiglia dietro una fila mentre più avanti ci sono varchi più liberi. Non c'è da avere fretta perché intanto prima o poi si passa tutti, però perché starsene fermi quando ci si può muovere? Spesso in aeroporto c'è personale che fornisce indicazioni e smista i passeggeri: tenere gli occhi aperti. Tenere a portata di mano la carta d'imbarco e anche un documento, non si sa mai. Capito? "A portata di mano" non vuol dire "in borsetta da qualche parte". Giunti al nastro del metal detector, ecco come comportarsi:
- se davanti a sè il nastro è libero, portarsi più avanti, così che altri passeggeri possano procedere coi loro bagagli;
- mettere il bagaglio sul nastro con le ruote verso l'alto: in questo modo scorrerà ben bene fino a destinazione invece di doverlo spingere facendo clac clac clac mentre si incastra sui rulli;
- a meno che stiate andando nella giungla del Borneo, lo zaino con trecento laccetti che si impigliano ovunque l'avrete lasciato a casa, quindi non aggiungo altro;
- estrarre computer, tablet e simili dal bagaglio e metterli in una vaschetta;
- togliersi la cintura dei pantaloni, l'orologio e ogni altro oggetto di metallo, metterli nelle tasche della giacca o giubbotto o meglio ancora in uno scomparto dello zaino, e mettere il tutto in una vaschetta;
- chiedere al personale se è necessario estrarre dal bagaglio la busta coi liquidi;
- chiedere se è necessario togliersi le scarpe (in Europa è solitamente possibile tenersi le scarpe sportive - altro consiglio spassionato: state andando in viaggio, non a una sfilata di moda: vestitevi comodi, evitate gli anfibi, i tacchi alti, gli stivali da cavallerizza, il giubbotto con le borchie, la collana etnica lunga un metro, il cappotto con lo strascico stile the undertaker, eccetera);
- e, soprattutto, una volta fatto tutto ciò, per carità di dio, vi prego in ginocchio e vi imploro: spingete le vostre benedette vaschette fin dentro il metal detector. Non è necessario correre immediatamente allo scanner: tanto, una volta di là, le dovrete aspettare comunque. Le vaschette non si muovono da sole per magia, e gli altri passeggeri non sono lì a farvi da maggiordomi: accompagnate le vostre vaschette. Una volta che le vostre vaschette sono entrate nella macchina, mettetevi in fila per il passaggio attraverso lo scanner, attendete un cenno del personale prima di passare e voilà.
Se avete seguito i miei consiglii, all'arrivo delle vostre vaschette potrete prendere l'eventuale trolley, metterci sopra lo zaino (perché ovviamente avete uno di quelli con la fascetta dietro che serve a infilarci il manico estraibile del trolley), riprendere il pc, indossare la giacca coi vostri effetti personali e togliervi dai piedi, per andare comodamente a riassettarvi lontano dal piccolo caos che inevitabilmente si crea al termine del nastro trasportatore. Carta d'imbarco, documento, cellulare, c'è tutto? si va.
Se la vostra destinazione è extraeuropea, dovrete probabilmente passare attraverso un controllo dei passaporti: mettete in conto qualche minuto in più per questa incombenza. Solitamente ci sono due code: una per i cittadini europei e una per tutti gli altri. Occhi aperti (altro grande trucco per cavarsela in aeroporto: guardare in giro invece che al cellulare) e scegliete quella giusta. Finalmente anche da noi stanno arrivando i cancelli automatici nei quali passare il passaporto biometrico, urrà! Niente paura: ci si mette in coda, si apre il tornello, si appoggia il passaporto aperto dove indicato, si guarda nell'obbiettivo di fronte a sé, si rimane calmi e in 10 secondi nel 99% dei casi si passa. Se non si passa, ci si guarda intorno e si chiede aiuto. Molto facile.
A questo riguardo, io porto sempre con me il passaporto, anche per destinazioni che non lo richiedono. Un passaporto lo riconoscono tutti, intorno al mondo. E poi avere due documenti con sé è meglio di averne uno solo, no? soprattutto se li si tiene in posti separati, così da perderne solo uno per volta.