18 mag 2019

appunti

Un articolo ben scritto sul manifesto.

"Ni d’Ève, ni d’Adam fa emergere l’intersessualità come fenomeno plurale, riguardante persone con cromosomi diversi [...], ciascuna con la propria storia [...] e il proprio modo di affrontare l’impatto con una società ancora incapace di concepire questi corpi se non come mostri, vittime di malformazioni o anomalie.
Eppure, le persone intersessuali sono presenti nella popolazione in percentuale pari a quelle con i capelli rossi. Ci sono sempre state, anche se spesso non ce ne accorgiamo. Il più delle volte, infatti, i loro corpi hanno subito interventi chirurgici sin dalla più tenera età senza lasciar loro il tempo e la possibilità di prestare alcun consenso. Il tertium fa paura e la paura è espressione dell’ansia di attribuire a ognuno un posto nel sistema maschio/femmina concepito sul modello della riproduzione sessuale. In virtù di questa ideologia, la riproduzione è anche il calibro con cui misurare il grado di aderenza di una vita alla norma (etero, riproduttiva) e così attestarne il valore: «I miei genitori mi hanno spiegato con un misto di pena e di compassione negli occhi che ero stata operata subito dopo la nascita e che non avrei mai potuto avere figli. Avevo sette anni. Io ero sollevata perché con quelle facce pensavo che volessero annunciarmi il loro divorzio», ricorda il personaggio di M. a cui fa eco Deborah: «Io avevo otto anni quando i miei genitori a tavola mi hanno comunicato che non avrei mai potuto avere figli. Io ho risposto: ‘Non importa, tanto andrò a studiare gli orsi polari alle isole Svalbard’». [...]
Il più delle volte, la chirurgia decide che è più facile assegnare al sesso femminile un soggetto con genitali indeterminati e, dunque, oltre alle operazioni di rimozione di eventuali tessuti testicolari che possono avvenire nell’arco di diversi anni, si procede per tutta la vita alla somministrazione di estrogeni e alla periodica imposizione di dilatatori vaginali sin dall’infanzia. L’obiettivo è fabbricare un corpo che non solo è femminile dal punto di vista fenotipico ma è anche suscettibile di penetrazione fallica per via vaginale."

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