30 mar 2021

Terry Rudolph - Quanti

Spiegare la teoria quantistica con le palline bianche e nere. Rudolph ci prova (e, se il lettore si impegna, ci riesce) con uno stile scanzonato che risulta un po' strambo tradotto in italiano.

Meglio dei libri precedenti che ho letto sul tema, anche se manca di un'introduzione che fornisca una cornice complessiva al tema: sembra anche questo una raccolta di lezioni piuttosto che un tentativo organico di introdurre il lettore medio alla teoria.


28 mar 2021

David Kaczynski - Every last tie

Che fare se tua moglie avanza il sospetto che tuo fratello possa essere un serial killer?

Quali sono i percorsi mentali che portano da un'infanzia come tante al successo accademico, a sviluppare idee radicali, poi sempre piu' strampalate, fino a confezionare bombe in una baita sperduta in mezzo ai boschi?


 

25 mar 2021

Ninni Schulman - Sei tu la mia ossessione

Marsilio non avrebbe fatto male a descrivere questo libro come le vicende di una sciamannata fissata coi social network che si mette con un tizio giusto un pochino fissato e control freak, con le conseguenze che qualunque lettore di gialli scandinavi più facilmente immaginare.

Ma non l'hanno fatto, perché in effetti i social network sono un tema di nicchia che non interessa a nessuno.

19 mar 2021

Pietro Greco - Quanti

Se nel libro di Carlo Rovelli l'autore usava la teoria dei quanti principalmente per avventurarsi in riflessioni psicologiche e metafisiche, in questo caso Pietro Greco si attiene strettamente a quanto promesso dal sottotitolo del libro, cioè la storia della meccanica quantistica.

Per fare un esempio, l'evento chiave della pubblicazione della matematica matriciale di Heisenberg che nel libro di Rovelli costituisce una specie di "big bang" della teoria dei quanti, arriva solo a metà del libro di Greco.

L'intento è lodevole, ma l'esecuzione è purtroppo meno che efficace. Per spiegare ogni singolo passo dell'affascinante evoluzione della teoria, Greco è obbligato a ricapitolare qualche decennio di evoluzioni precedenti, finendo quindi per ripetere infinite volte concetti e aneddoti, anche a distanza di poche pagine. Lo sforzo fatto per non perdere l'attenzione del lettore è notevole ma di poco successo: a fronte di pagine e pagine di tentativi di spiegazioni per non addetti ai lavori, ci si ritrova più di una volta di punto in bianco di fronte a termini o concetti tecnici che rimangono inspiegati.

Il libro appare come un collage di articoli o brevi saggi slegati, se non addirittura di appunti sparsi, ricuciti insieme senza troppa attenzione all'effetto complessivo finale.

L'attenzione del libro è sbilanciata verso i primi decenni del XX secolo, quando la teoria è emersa, e verso il ruolo di Einstein nei dibatti interni ad essa, per lasciare poco spazio alle evoluzioni più recenti. Che sarebbe anche una scelta legittima, se fosse stata eseguita con più sintesi e chiarezza e meno ridondanza.

5 mar 2021

Carlo Rovelli - Helgoland


La teoria dei quanti è uno degli argomenti scientifici che più mi affascina, e avevo letto una buona recensione di questo libro. La storia della nascita di questa teoria che ha rivoluzionato il nostro modo di vedere il mondo è affascinante, e le pagine che descrivono i giovani scienziati che all'inizio del Novecento hanno risolto enigmi fisici attraverso una radicale revisione del modo di descrivere la materia intorno a noi sono affascinanti. La seconda metà del libro si avventura nelle implicazioni per così dire "filosofiche" della teoria, e mi ha un po' perso, anche se il fascino rimane immutato.

Menzione speciale per l'inesistente lavoro di revisione di Adelphi. L'autore è chiaramente uno scienziato abituato a conversare e scrivere in inglese, e nel suo lessico scivolano molti anglicismi che un buon correttore di bozze avrebbe dovuto correggere. "Arrangiare" (chiaramente dall'inglese arrange) da cambiare in "disporre", "intossicante" (ovviamente da intoxicating) da cambiare in "inebriante" o simili, e un "puzzle" che in italiano è quello che gli anglosassoni chiamano jigsaw puzzle, e chi quindi qui invece andava tradotto in "enigma".