18 set 2022

Architettura aeroportuale

Anni fa appuntavo qui il mio disappunto riguardo le scelte architettoniche dell'aeroporto Charles De Gaulle di Parigi a base di immense vetrate, effetto serra e conseguente frastuono e spreco di energia per l'aria condizionata.

Notavo giorni fa che il restyling dell'aeroporto di Fiumicino (peraltro ben riuscito) ha preso più di un'ispirazione da CDG.


E' evidente che io e l'architettura moderna non siamo in sintonia.

La società signorile di massa, Luca Ricolfi

Questo libro è uscito alla fine del 2019, in tempo per ricevere giusto un poco di attenzione prima che la pandemia ci obbligasse a parlare d'altro per più di due anni. Ricolfi, un sociologo che insegna Analisi dei dati (e già questa qualifica dovrebbe farci drizzare le orecchie), sostiene che l'Italia rappresenta un caso unico tra le società occidentali, che lui definisce appunto come "società signorile di massa", cioè una società dove la maggior parte della popolazione usufruisce di consumi di livello "signorile", cioè 1) opulenti, e 2) basati sulle rendite piuttosto che sul lavoro. Per dirla in altre parole, che l'autore usa esplicitamente verso la fine del libro, e che abbiamo sentito così tante volte da suonare un po' fruste, stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità, consumando una ricchezza che a un certo punto si esaurirà e lì saranno guai. E' chiaro che un'affermazione del genere si basa su una serie piuttosto lunga di definizioni e assunti, che l'autore si propone di sostenere nella prima parte del libro. Queste, in sintesi, sono:

1. il fatto che, nella popolazione over 15, ci siano più persone che non lavorano di quelle che lavorano;

2. il fatto che l'Italia sia in testa alle classifiche di NEET, cioè percentuale dei giovani senza lavoro e che non lo cercano nemmeno;

3. il fatto che i cittadini italiani poveri siano molto, molto pochi, e che la maggioranza delle famiglie abbia una ricchezza che garantisce loro un benessere mai raggiunto prima degli anni '90.

Purtroppo il problema è che avendo una mole imponente di numeri a disposizione è possibile dimostrare (o almeno sostenere) qualsiasi tesi. Tutti e tre i pilastri di cui sopra sono stati contestati in vari modi, dai più pacati a più astiosi (esempio di questi ultimi, i commenti apparsi sul Sole 24 Ore qui e qui). Non c'è dubbio che gran parte delle assunzioni di Ricolfi siano costruite a tavolino al servizio della tesi che l'autore vuole sostenere, ovvero che l'Italia non produce più ricchezza da quasi trent'anni, ha distrutto il valore dell'istruzione universitaria, e ha prodotto una generazione di gente che preferisce mangiarsi i soldi di papà piuttosto che fare sacrifici. Stabilita la (traballante) base di dati su cui si poggia quest'immagine del paese, Ricolfi dedica la seconda parte del libro ad analizzare i comportamenti di tale società, facendo in realtà più danno che altro alla sua tesi, in quanto non fornisce alcun elemento fattuale a sostegno delle sue analisi sociologiche, che purtroppo troppo spesso sembrano quelle che potremmo vedere formulate da un pensionato brontolone lungo il suo tragitto da casa al bar sport.

Il problema però è che Ricolfi non ha torto, nel senso che trovo indubbio che esista in effetti un'anomalia italiana, che andrebbe analizzata e compresa, e cioè il fatto che se il PIL italiano, fondamentalmente, non cresce da più di vent'anni, non si capisce come faccia la società a stare in piedi. C'è evidentemente qualcosa che non quadra. Questo qualcosa potrebbe benissimo essere il fatto che il PIL non è lo strumento adatto per misurare il benessere di un paese, e allora sarebbe interessante e necessario trovare lo strumento alternativo adatto. Allo stesso tempo, alcuni fatti discussi da Ricolfi sembrano innegabili: ad esempio il fatto che i poveri in Italia siano, in proporzione alla popolazione relativa, per la grande maggioranza non cittadini, cioè immigrati, e che a loro vengano assegnati i compiti più onerosi (e meno remunerati) dell'economia: dalla raccolta della verdura alle consegne a domicilio, all'assistenza casalinga e agli anziani, alla prostituzione. O il fatto che, da qualunque parte si voglia guardare il conflitto tra "quelli che producono" e "quelli che consumano senza produrre", il cambiamento demografico del paese è sotto gli occhi di tutti e ineludibile: tra pochi decenni avremo più pensionati che lavoratori. O il fatto che gli italiani spendano una mole immensa di soldi nel gioco d'azzardo e nelle lotterie (più di quanto lo Stato dedica alla sanità pubblica, sostiene il libro).

Ricolfi, intento nella dimostrazione della sua tesi dell'eccezionalismo italiano, non alza granché lo sguardo per cercare di inquadrare il nostro paese nelle tendenze più generali dei paesi occidentali e nell'ambito dell'economia globalizzata. Non si parla dei giovani di valore che ancora oggi vengono formati dalle università e in generale dalla società italiana ma che poi vanno a lavorare e produrre ricchezza all'estero. Non si parla se non estremamente di sfuggita dei flussi di ricchezza e reddito che arrivano in Italia dall'estero e che non sono ristretti agli introiti delle esportazioni ma dovrebbero includere anche gli investimenti e i salari pagati dalle aziende estere ai loro dipendenti italiani, ad esempio. Si suggerisce più volte che lo Stato è responsabile di sostenere l'effimero benessere degli italiani tramite il costante aumento del debito pubblico (dato anch'esso contestato da molti), e che allo stesso tempo la crescente complessità burocratica e legislativa creata dalla devolution di stampo leghista-federalista degli anni '90 ha reso la vita impossibile ai poveri imprenditori italiani, impedendogli di investire come avrebbero potuto. Non si parla molto dei flussi di denaro provenienti dall'Unione Europea, e dell'impatto (reale o potenziale) della legislazione comunitaria sul tessuto economico del paese.

In rete si trovano alcuni -non molti- tentativi di analisi dei temi sollevati da Ricolfi (che nel frattempo, a quanto leggo, è diventato una personalità televisiva ed è stato interpellato un po' su tutto), tra cui "Due società: la stessa Italia?", i dubbi sollevati alla fine della recensione su brandforum.it, "Possiamo uscire dalla trappola della società signorile di massa?" su vita.it, "Società signorile di massa o società signorile e basta?" su sbilanciamoci.info, fino a questa "Stroncatura libro: Luca Ricolfi, La società signorile di massa". Cercando in rete, per i masochisti è anche disponibile l'opinione di Giampiero Mughini.

In conclusione, per le persone che come me, pur non riuscendo ad aderire completamente alla tesi di Ricolfi, hanno la sensazione che in questo paese i conti non tornino, il libro offre comunque vari spunti interessanti. Uno è la citazione del saggio Teoria della classe disagiata di Raffaele Alberto Ventura, che esplora "l'esperienza del declassamento", reale o presunto, della generazione dei trenta-quarantenni odierni. Ricolfi osserva come nella nostra società "possano coesistere - e siano in qualche modo entrambi veri - due racconti opposti di quel che accade. O per meglio dire: sono sempre possibili due registri, uno vittimistico, l'altro stigmatizzante, ed entrambi sono attivabili sia per descrivere la condizione del produttore, sia per descrivere quella del non-produttore. ... Il giovane laureato che non lavora e, grazie alle risorse familiari, accede a consumi opulenti, può essere plausibilmente descritto come "bamboccione", sottolineando la sua condizione oggettivamente parassitaria, ma anche come disoccupato ed escluso dal mercato del lavoro, emblema della tragedia di un'intera generazione. Così il padre lavoratore, o il nonno che con la sua pensione di vecchiaia foraggia l'intera famiglia, può essere plausibilmente descritto nel registro vittimistico, come colui che si sacrifica e "tira la carretta" per assicurare i consumi di tutti, ma altrettanto plausibilmente come un privilegiato, fortunato esponente della generazione vissuta nei Trente Glorieuses, i gloriosi trent'anni di benessere seguiti alla seconda guerra mondiale. Credo sia difficile sottovalutare le conseguenze psicologiche di una simile condizione. ... il fatto, insomma, che per ogni relazione che collega un produttore-lavoratore a un signore-consumatore siano possibili due descrizioni opposte, non può non avere effetti di straniamento e incertezza, quando non di più o meno aperta conflittualità."

Un secondo aspetto interessante è introdotto dalla citazione del saggio A nation of wimps di Hara Estroff Marano: "Quando poi interviene l'ansietà genitoriale per il successo dei figli, i genitori finiscono per subentrare ai loro ragazzi, o per fare cose per loro, perché desiderano che abbiano successo e siano felici. Ma questo significa fraintendere grossolanamente che cos'è la felicità. Non si diventa felici per assenza di difficoltà. La soddisfazione più grande si ha quando ci si pone un obiettivo ambizioso, ci si impegna nel raggiungerlo, non avendo la certezza di farcela, e si raccolgono tutte le proprie forze per tendere a esso. In nessuna situazione si è più felici che in questo sprint finale verso una meta impegnativa, quando puoi quasi assaporarla ma devi ancora fare un ultimo passo per raggiungerla. E' questo il modo in cui il cervello crea stati mentali positivi e un senso di soddisfazione che è di gran lunga più duraturo che comprare l'ultimo gadget."

13 set 2022

L'evoluzione della specie

 


Durante il periodico repulisti dei cassetti è emersa come al solito una gran varietà di cavi, tra cui questi, che rappresentano il grado più basso della manovalanza informatica: i cavi console.

Il tipico utilizzo avviene in una gelida e non di rado impolveratissima sala server, spesso appollaiati nelle posizioni più improbabili, ad esempio reggendo il laptop con un braccio e digitando con l'altra mano, quando il rack non offre l'apposito cassetto estraibile su cui appoggiarsi. Spesso e volentieri le prese console dei server si trovano sul retro, costringendo l'operatore a vari contorsionismi per raggiungerle o, semplicemente, a lavorare dietro al rack investito dai soffi delle ventole e dal frastuono generale.

Fortunatamente i datacenter più vetusti sono in via d'estinzione e i più moderni offrono non dico dei veri e propri comfort, ma almeno un ambiente di lavoro sopportabile. 

Anche i cavi si sono evoluti, soprattutto per stare al passo con la sempre maggiore riluttanza dei produttori di laptop a includere i connettori necessari. Si è quindi passati dal pregiatissimo "cavo Cisco" azzurro (ambitissimo rispetto ai generici cavi reperiti in giro per la sala server o tramite miocuggino in quanto garantiva il corretto posizionamento dei vari pin) all'adattatore console-USB che al prezzo di una traballante connessione aggiuntiva ha permesso per un buon periodo di spedire in sala server anche i riluttanti utenti Mac che tentavano di nascondersi dietro la mancanza di connettori.

L'ultimo passo è stato il convertitore console-wifi, che ho avuto il piacere (?) di utilizzare solo un paio di volte, che da un lato affrancava l'operatore dalla vicinanza fisica all'apparato ma dall'altro richiede di connettere il wifi del laptop all'access point dell'adattatore, rendendo impossibile la contemporanea connessione a internet, salvo ulteriori hack.

Oltre all'evoluzione tecnologica, il mio cassetto è anche testimone della mia evoluzione professionale, che mi ha portato dai viaggi nei datacenter armato di cacciavite e cavo console a configurare servizi cloud dalla comodità della mia casa, con tutti i pro e i contro delle due attività.

5 set 2022

Dobbiamo parlare di intelligenza artificiale

Recentemente ho trovato sul comodino della mia camera d'albergo un libro del 1965, intitolato "Electronic computers", che introduceva il lettore alle più recenti innovazioni dell'informatica. Tra i vari capitoli dedicati a temi per noi così obsoleti da essersene persa la memoria, c'era anche una sezione sull'intelligenza artificiale, che si concludeva in maniera abbastanza perentoria col paragrafo seguente:


Poco meno di sessant'anni dopo, qualcuno inizia ad avere ragione di pensare che l'uomo potrebbe non occupare la posizione di vertice per sempre. Siamo -probabilmente, forse- ancora lontani dall'avere computer "senzienti", ma è indubbio che la complessità e la potenza dell'intelligenza artificiale abbiano raggiunto dimensioni che non trovo sbagliato definire preoccupanti. Ne parla molto bene questo articolo pubblicato sul New York Times.



I Sumeri - Franco D'Agostino

Franco D'Agostino riesce egregiamente nell'intento che non era riuscito a Marco Peresani, cioè di introdurci alle vicende di un popolo scomparso, in questo caso i Sumeri. Popolo particolarmente interessante perché' situato -per nostra convenzione, d'accordo- proprio sullo spartiacque tra preistoria e storia. La civiltà che ha probabilmente "inventato" le città e la scrittura, responsabile di questa affascinante accelerazione dell'evoluzione dell'homo sapiens, ci ha lasciato una grandissima mole di documenti (tavolette) che ci permettono di scoprire e decifrare tantissimi -ma non tutti- aspetti della loro organizzazione sociale. Un esempio ripetuto un paio di volte nel libro è che abbiamo probabilmente più documenti sumeri che risalenti al medioevo italiano.

28 ago 2022

L'insegnamento del saggio egizio Ptahhotep - a cura di Christian Jacq

Questo volumetto si avventura nella traduzione di quello che è stato definito "il libro più antico del mondo", le massime di un saggio egizio dei tempi dei faraoni, incredibilmente recuperate integre e complete dopo millenni. Un'affascinante finestra sulla moralità e spiritualità egizia, che ti lascia con la voglia di metterti a studiare la decifrazione dei geroglifici.

16 ago 2022

Come eravamo - Viaggio nell'Italia paleolitica, Marco Peresani

Peresani è un eminente esperto di paletnologia e altro, e qui tenta di fornire un riassunto dei principali siti paleolitici nella nostra nazione. Purtroppo l'operazione non riesce molto bene, in quanto, probabilmente per contenere le dimensioni del libretto, non c'è quasi nessuna spiegazione degli innumerevoli termini tecnici usati nel testo, e manca anche una narrazione del contesto europeo e globale nel quale si svolgeva questo periodo dell'evoluzione dell'uomo.

6 ago 2022

Sirio - Giorgio de Santillana, Hertha von Dechend

Non mi era mai capitato di leggere un libro che mi risultasse contemporaneamente incomprensibile e affascinante come questi tre seminari sulla cosmologia antica.

Il mistero delle sorgenti della conoscenza astronomica che si confondono coi miti preistorici, e i simbolismi e riti che si ritrovano quasi identici intorno al mondo da migliaia di anni.



23 lug 2022

Nella quarta dimensione, Cixin Liu

Ultima parte della trilogia dei trisolariani, un libro che precipita in un susseguirsi di colpi di scena spazio-temporali sempre più estremi, ma che conserva, almeno in parte, il suo fascino legato alle inquietudini vissute dalla razza umana, sempre in lotta contro sé stessa.

Purtroppo a volte precipita anche la traduzione, in errori come "andare a lavoro", "vicino Pechino" o meridionalismi come l'abuso del "che" al posto di "cosa" (o magari sono cinesi de Roma), in sospetti falsi amici ("santuario") dall'inglese (ad alimentare peraltro il già forte sospetto che il libro non sia stato tradotto dall'originale cinese - quindi chissà cosa ci stiamo leggendo), o in svarioni clamorosi coi chilometri che diventano metri dopo un paragrafo e poi chilometri di nuovo due righe dopo.

Ciliegina sulla torta la pessima abitudine delle case editrici italiane di affibbiare titoli a casaccio ai libri, come nel caso di questa quarta dimensione al posto del ben più significativo Death's end della versione inglese. (per non parlare di quella cinese)



8 lug 2022

La materia del cosmo, Cixin Liu

Seconda parte della trilogia dell'umanità alle prese coi trisolariani invasori. Umanità che continua a fare idiozie una dietro l'altra. Qui passano i secoli e vediamo all'opera gli Asceti Impenetrabili. 

Nonostante sia un po' più prolisso del precedente, il libro si fa leggere bene, pur con qualche sbandamento in alcuni casi. Essendo un libro cinese tradotto in italiano forse dal cinese o forse dall'inglese, non sapremo mai cosa c'era scritto nell'originale. In questo caso mi ha dato fastidio leggere meridionalismi tipo "non capisco che intendi" o "sono a lavoro", che trovo intollerabili.



22 giu 2022

Trap - storie distopiche di un futuro assente, UFPT

Un libro a volte illuminante, altre volte attorcigliato in un lessico incomprensibile. A volte banale e autoreferenziale, altre volte arguto e sorprendente. Sempre utile, comunque, per addentrarsi in questo fenomeno, una sorta di ground zero musicale disprezzato quasi unanimemente dagli adulti che continuano a ripetere le stesse tiritere sul "dove andremo a finire" che abbiamo già sentito per il rock'n'roll, per il punk, per l'hip hop.

Nel libro, fortunatamente, non vengono interpellati "giornalisti" o "esperti" musicali che abbondano in Italia in ogni ordine e grado, ma solo voci "dall'interno" di questo universo composto prevalentemente da adolescenti.

Che futuro ha la trap? Nessuno, dice il libro.

Presente, ne ha molto.



 

11 giu 2022

Il problema dei tre corpi, Cixin Liu

Primo libro di una trilogia in cui vediamo i terrestri confrontarsi con i trisolariani, provenienti, poveretti, da un pianeta in balia di tre soli capricciosi che sorgono e tramontano quando gli pare.

Bello vedere la fantascienza con gli occhi di un cinese, e una trama che parte dalle vicende della rivoluzione culturale di Mao per arrivare agli odierni crimini contro la Terra compiuti dal genere umano. Per chi tifare?

15 mag 2022

Maurizio Matteo Dècina, Goodbye Telecom

 

Un libro a tratti populista e che beneficerebbe di una seria revisione per correggere certi periodi un po' sgarrupati e qualche refuso, ma che comunque riesce a centrare perfettamente il suo obbiettivo, che è quello di farti venir voglia di rivoluzione bolscevica.

12 apr 2022

I grandi libri dei popoli, Antonella Fucecchi

 "Il poema Mahabharata ha il suo nucleo storico nel ricordo della discesa degli indoeuropei (Arja) nella valle del Gange. Il nome di Arjuna e' abbastanza emblematico e significa chiaro, candido, bianco, aureo. Si fa riferimento, nel contempo, anche ad una antichissima leggenda indoeuropea che si trova alla base dei Sette contro Tebe, il cui schema si puo' ravvisare anche nel poema indiano: fratelli che lottano per la suceessione, mentre assiste impotente alla guerra il vegliardo cieco. Una situazione simile e' riecheggiata nel poema norreno Bravellir."

"Subito si distingue Arjuna che partecipa, in incognito, a un svayamvara ... e con la prova dell'arco (che ricorda quella di Ulisse) conquista la principessa Draupadi".

Dal Tao-Te-Ching: "Raggiungi il vuoto estremo e conserva una rigorosa tranquillita'. Raggiungendo un vuoto estremo e conservando una rigorosa tranquillita', mentre i diecimila si dibattono tutti insieme, io contemplo il loro ritorno nel nulla."





3 apr 2022

Il pianeta dei virus e altri racconti, Ariadna Gromova e altri

Una traduzione a tratti zoppicante per questi "racconti di fantascienza sovietica" riguardo i quali la casa editrice Jouvence non fornisce alcuna notizia né contesto. Simpatico "Ricerche preliminari" di I. Varshavskij nel quale si rivela che lo scopo della macchina infernale che risucchia i pensieri degli scienziati è di...

25 mar 2022

Solaris, Stanislaw Lem

"anche nel sogno più normale, capita di parlare con persone sconosciute, e facciamo domande alle quali questi esseri immaginari danno risposte che noi udiamo. Sebbene queste persone, in realtà, siano solo creazioni della nostra stessa attività psichica, personificazione effimera e pseudo-indipendente di parti della nostra psiche, fino a quando non ci rispondono noi non sappiamo quali parole usciranno dalle loro labbra. Ma sono effettivamente parole preparate da una zona particolare del nostro cervello, e dovremmo già conoscerle nell'attimo stesso in cui le inventiamo per metterle sulle labbra dei personaggi fittizi."

15 mar 2022

Ritorno dall'universo, Stanislaw Lem

Un libro un po' prolisso, una traduzione che in alcuni casi mi ha lasciato un po' perplesso.

"Si riteneva quindi che l'errore più tragico fosse stato compiuto proprio negli anni in cui si preparava la nostra spedizione, quando di spedizioni simili ne partivano moltissime. L'errore non era stato solo un errore di partenza, nel senso che il frutto di quelle imprese era risultato insignificante, che la penetrazione nel sistema solare per il raggio di molti anni-luce non aveva condotto ... a nessun contatto con civiltà altamente sviluppate. L'aspetto più negativo, si diceva, non era solo che l'enorme durata dei viaggi, nella misura in cui le mete proposte sarebbero divenute sempre più lontane, avrebbe trasformato gli equipaggi delle astronavi, quei rappresentanti della Terra, in gruppi di essere infelici e mortalmente tormentati che, dopo il loro rientro, avrebbero necessitato di cure speciali, che la decisione di inviare nel cosmo simili fanatici costituiva una crudeltà assurda. Ma più negativo ancora era il fatto che la Terra intendesse conquistare il cosmo, quando non aveva ancora finito di provvedere a se stessa, come se non fosse evidente che quelle eroiche imprese non sarebbero bastate ad attutire le infinite sofferenze umane, la paura e la fame presenti sul globo terrestre."

10 mar 2022

La voce del padrone, Stanislav Lem

 "Un settore a sé è rappresentato dai libri che, anziché i fatti, espongono le varie interpretazioni del Progetto ... Tali letture mi hanno sempre irritato e annoiato. Chissà come mai quelli che avevano più cose da dire sul Progetto erano coloro che non avevano avuto direttamente a che farci. 

Siamo sempre al solito discorso della differenza ... tra i fisici e i colti lettori di opere divulgative. Questi ultimi ritengono di sapere qualcosa su problemi di cui gli specialisti non si azzardano neanche a parlare. L'informazione di seconda mano dà sempre un'impressione di ordine e di armonia, al contrario di quella, lacunosa e oscura, di cui dispone lo scienziato. Di solito il procedimento degli autori di questi commenti di tipo intepretativo del Progetto consiste nell'adattare a se stessi i dati raccolti, ridimensionandoli sulle proprie convinzioni e cestinando senza complimenti tutto ciò che non rientra in quelle misure."

"... mi trovavo in uno stato di esaurimento mentale mai provato prima d'allora. Il potenziale creativo dell'uomo, la sua capacità di impostare problemi si modificano secondo corsi e ricorsi di cui egli stesso si rende conto a fatica. Personalmente, ho preso l'abitudine di sottopormi a una specie di test, che consiste nel rileggere, quelli, tra i miei lavori, che ritengo i migliori. Se vi scopro passi falsi o lacune, se mi accorgo che la cosa poteva essere fatta meglio, il risultato del test è positivo. Se invece, nel farlo, provo un senso di ammirazione, significa che le cose vanno male."

"L'arsenale di mezzi concettuali offerti dall'epoca mi sembrava, a tratti, spaventosamente povero. Il nostro sapere aveva assunto proporzioni gigantesche solo in rapporto all'uomo, non al mondo. Tra l'espansione, in un'esplosione cumulativa, degli strumenti tecnologici di punta e la biologia dell'uomo si apriva sotto i nostri occhi un crescente e inesorabile iato che divideva l'umanità in due fronti: da una parte, i raccoglitori di informazioni con i loro rinforzi; dall'altra, le fertili masse provviste d'equilibrio grazie al fatto che i loro cervelli venivano imbottiti di una pappa informativa non meno prefabbricata di quella destinata all'alimentazione. Cominciava la grande proliferazione, dal momento che, senza che nessuno sapesse esattamente quando, era stata oltrepassata la soglia oltre la quale le riserve di sapere accumulato non potevano più venire assimilate dalla mente di un singolo individuo."

Mi affascinano sempre i testi scritti alle soglie della nostra grande rivoluzione tecnologica.

"Non tanto arricchire quel sapere, quanto annullare i suoi immensi depositi ovunque si erano accumulate informazioni secondarie e, quindi, inutili: ecco qual era, a mio avviso, il primo dovere della nuova scienza. Le tecniche d'informazione avevano creato la situazione paradisiaca in cui, in apparenza, chiunque lo volesse poteva conoscere tutto; ma si trattava di una pura finzione. La scelta, sinonimo di runincia, era inevitabile come l'atto di respirare.

Se l'umanità non fosse costantemente incalzata, eccitata e infiammata dal reciproco divorarsi dei nazionalismi locali, dai conflitti (spesso solo apparenti) di interessi, dalla sovrabbondanza accumulata in certi punti del globo mentre in altri regna la povertà (eppure le nostre capacità tecniche sarebbero ormai - almeno teoricamente - in grado di risolvere queste contraddizioni), forse capirebbe quanto questi piccoli sanguinosi fuochi d'artificio manovrati a distanza dal capitale nucleare delle Superpotenze le impediscano di vedere ciò che nel frattempo accade "per conto proprio", cioè che resta abbandonato senza controllo a se stesso. Come nei secoli passati, la politica ha considerato il globo, ivi compreso lo spazio sublunare, come una scacchiera per le proprie contese, senza accorgersi che intanto la scacchiera subdolamente si modificava cessando di rappresentare una base e uno stabile punto d'appoggio, e diventando invece una zattera trascinata dal gioco di correnti invisibili che la guidavano in una direzione verso la quale nessuno volgeva lo sguardo."

"In quanto civiltà, eravamo caduti in una trappola tecnologica e a decidere le nostre sorti sarebbe stato il modo in cui erano organizzati certi legami, a noi ignoti, tra i livelli di energia e di materia. Quando dicevo cose del genere, di solito venivo trattato da disfattista, soprattutto nelle cerchie degli scienziati che avevano affittato la loro coscienza al Dipartimento di Stato. L'umanità, che non aveva cessato di prendersi per la gola e per i capelli da quando aveva sostituito i cammelli e i muli con le bighe, i carri e le carrozze e poi giù giù, con le automobili, le macchine a vapore e i carria armati, poteva sperare di sopravvivere solo a patto di spezzare le catene di quella gara. ... La strategia era rimasta la stessa, nel senso che si era continuato ad anteporre i giorni ai mesi e gli anni ai secoli, mentre si sarebbe dovuto fare il contrario: sventolare bandiere con slogan inneggianti al principio della salvezza della specie e imbrigliare il volo tecnologico perché non si trasformasse in caduta."

21 feb 2022

intelligenza artificiale emotiva

Sono felice di sapere che probabilmente sarò morto quando questo mondo distopico sarà infine completamente realizzato.



L'Invincibile, Stanislaw Lem

Leggere questo libro mi ha fatto pensare a Mondi Lontanissimi di Battiato.

"Quanti di questi fenomeni incredibili, estranei alla comprensione umana può nascondere il Cosmo? Dobbiamo proprio andare ovunque, con la potenza distruttrice delle nostre astronavi, per ridurre in frantumi tutto ciò che è contrario alla nostra comprensione? ... Conquistare il vuoto, certo, perché no, ma non aggredire ciò che esiste e che nel corso di milioni di anni ha creato un suo proprio equilibrio, non soggetto a niente e a nessuno tranne che alle forze elettromagnetiche e alle forze gravitazionali. Un equilibrio di esistenza, un'esistenza attiva, dinamica, che non è né migliore né peggiore dell'esistenza di quei composti di proteine che vengono chiamati animali o persone."

 

"Ci alzammo che non era ancora l′alba, pronti per trasbordare dentro un satellite artificiale che ci condusse in fretta alle porte di Sirio, dove un equipaggio sperimentale si preparava al lungo viaggio.

Noi, provinciali dell'Orsa Minore, alla conquista degli spazi interstellari e vestiti di grigio chiaro per non disperdersi.

Seguimmo certe rotte in diagonale dentro la Via Lattea.

Un capitano del centro impressioni colto da esaurimento venne presto mandato in esilio. Mi preparavo al lungo viaggio ...in cui ci si perde.

Seguimmo certe rotte in diagonale dentro la Via Lattea."


9 feb 2022

Il fantastico regno delle Due Sicilie, Pino Ippolito Armino

Questo è un libretto di poco più di 100 pagine ma che c'ho messo un mese a leggerlo perché ogni pagina ti fa incazzare come una bestia che ti verrebbe voglia di emigrare in Lapponia.

Per carità, è normale che al mondo esista un certo numero di persone, leghiste o neoborboniche che pensano e scrivano cose false, deliranti e in alcuni casi criminali (il "genocidio" dei meridionali), ma ciò che non dovrebbe accadere in un paese civile è che ci siano case editrici disposte a pubblicare tale spazzatura e che altre persone debbano sprecare il loro tempo a confutare le demenziali falsità stampate dai suddetti delinquenti mentre invece potrebbero dedicarsi ad attività più utili.

Tra le follie sostenute da borbonici e leghisti abbiamo il già menzionato genocidio, il complotto anglo-massonico-mafioso, Garibaldi lo schiavista, i briganti partigiani, l'industria napoletana prima in Italia, la ricchezza e l'istruzione del Sud prima dell'Unità, e varie altre.

Un libro tristissimo ma istruttivo e, purtroppo, necessario.

"Mazzini conobbe Carlo Pisacane a Roma e così ne scriverà nei suoi Ricordi: "Bastò un'ora di colloquio perché l'anime nostre s'affratellassero, e perch'io indovinassi in lui il tipo di ciò che dovrebb'essere il militare italiano, l'uomo nel quale la scienza, raccolta con lunghi studi ed amore, non aveva addormentato, creando il pedante, la potenza d'intuizione e il genio, sì raro a trovarsi dell'insurrezione.""

31 gen 2022

L'uomo senza qualità, Robert Musil

Celebratissimo incompiuto, che rimane incompiuto anche nella mia lettura. Però mi affascinano sempre queste vedute di inizio '900.


"Se è realizzazione di sogni primordiali poter volare con gli uccelli e nuotare con i pesci, scavare gallerie nel ventre delle montagne, spedire messaggi a velocità sovrumana, vedere e udire ciò che è invisibile e lontano, sentir parlare i morti, sprofondare in miracolosi sonni risanatori, poter vedere da vivi come saremo vent'anni dopo la morte, conoscere in notti sfolgoranti mille cose che un tempo erano ignote a tutti su ciò che sta al di sopra e al di sotto di questo mondo; se luce, calore, forza, piacere, comodità sono sogni primordiali dell'uomo, allora la ricerca attuale non è solo scienza, ma è anche magia; è una cerimonia che coinvolge totalmente cuore e cervello e nel corso della quale Dio apre una dopo làaltra le pieghe del suo manto; è una religione i cui dogmi sono pervasi e sostenuti dalla dura, audace e mobile logica della matematica, che è fredda e tagliente come la lama di un coltello."

"Abbiamo conquistato la realtà e perduto il sogno. Non ce ne stiamo più sdraiati sotto un albero a guardare il cielo tra le dita dei piedi, ma ci diamo da fare; e del resto se vogliamo essere efficienti, non possiamo starcene a fantasticare con lo stomaco vuoto: dobbiamo mangiare bistecche e muoverci. E' proprio come se la vecchia e inefficiente umanità si fosse addormentata su un formicaio e le formiche fossero strisciate fin nel sangue di quella nuova che si era là svegliata: da allora in poi, essa è costretta a muoversi all'impazzata, senza potersi scuotere di dosso quell'irritante istinto di animalesca laboriosità."

..."in questo secolo l'umanità si trova tutta a far parte di una spedizione, e l'orgoglio ci impone di rispondere a ogni domanda inutile con un "non ancora" e di condurre una vita basata su principi provvisori, ma nella certezza di una meta che i posteri raggiungeranno.La verità è che la scienza ha sviluppato il concetto di una dura e sobria forza intellettuale che rende semplicemente insopportabili le vecchie idee metafisiche e morali del genere umano, quantunque quest'ultimo possa sostituirle soltanto con la speranza che una razza di conquistatori intellettuali voglia scendere un giorno nelle fertili valli dello spirito."

"Qualcosa aleggiava su di lui e pareva essere più importante di un risultato concreto. [Walter] aveva forse lo speciale talento di passare per un grande talento. E se questo vogliamo chiamarlo dilettantismo, allora la vita spirituale della nazione tedesca è in gran parte fondata sul dilettantismo, perché questo talento è presente a tutti i livelli e, con ogni probabilità, potrebbe di norma mancare soltanto negli uomini di altissimo ingegno."

"Non c'era particolare che non sarebbe stato possibile anche prima, ma adesso tutti i rapporti si erano un po' spostati. Idee che erano prase un tempo di scarso valore acquistavano ora consistenza. Persone prima poco considerate, adesso mietevano allori. [...] Non se ne può dare la colpa a nessuno. Nemmeno si può dire come sia accaduto. Non si possono combattere né persone né idee, né fenomeni ben determinati. Non mancano né le doti né la buona volontà e nemmeno gli uomini di carattere. Manca semplicemente tutto e nulla; è come se il sangue o l'aria fossero mutati: una misteriosa malattia ha distrutto quella piccola aggiunta che caratterizzava la genialità dei tempi passati; adesso però tutto rifulge di novità, e alla fine non si sa più se il mondo sia davvero peggiorato o se, semplicemente, siamo invecchiati noi. E' questo il segno che una nuova era è davvero incominciata."

"L'uomo, consapevolo che prima o poi gli Stati dovranno essere governati come fabbriche, guardava sotto di sé il brulichio di uniformi, di visi arroganti e minuscoli come uova di pidocchio, con un sorriso nel quale si mescolavano superiorità e malinconia. Non c'erano dubbi: se Dio tornasse oggi fra noi per fondare il Regno Millenario, nessun uomo pratico ed esperto gli darebbe fiducia, a meno che oltre al Giudizio Universale non si provvedesse anche a un sistema penale con carceri sicure, nonché a un corpo di polizia, a gendarmi, a un esercito, a paragrafi sull'alto tradimento, a posti governativi e a tutto ciò che ancora occorre per limitare le incalcolabili protenzialità dell'anima a due fatti fondamentali, ossia che il futuro cittadino del cielo può essere immancabilmente indotto a compiere tutto ciò che si vuole da lui solo con l'intimidazione e il giro di vite oppure corrompendo il suo desiderio, insomma soltanto con le "maniere forti"."